Cala Moresca diventa set cinematografico, polemiche sull’impatto ambientale

La spiaggia di Golfo Aranci ospita le riprese del nuovo film Netflix con Adam Sandler e Salma Hayek, ma il comitato Maremosso solleva dubbi sui lavori nell’area protetta

Il litorale di Cala Moresca, a Golfo Aranci, cambia volto per accogliere una produzione cinematografica internazionale. Al posto di turisti, ombrelloni e bagnanti, la spiaggia ospita infatti attori, tecnici e attrezzature per le riprese del terzo capitolo della saga comica “Un weekend da bamboccioni 3”, prodotto da Netflix.

La troupe hollywoodiana, con protagonisti annunciati come Adam Sandler e Salma Hayek, ha scelto anche questa suggestiva baia della Sardegna per alcune scene del film. Tra le sequenze previste ci sarebbe una ambientazione dedicata al beach volley, con la trasformazione temporanea della spiaggia in un set cinematografico. Per consentire le lavorazioni, Cala Moresca resterà chiusa al pubblico per tutto il mese di ottobre.

La scelta della location ha però aperto un confronto sul rapporto tra grandi produzioni e tutela ambientale. Il comitato cittadino Maremosso, nato con l’obiettivo di salvaguardare il territorio di Golfo Aranci, ha espresso perplessità sui lavori preparatori effettuati nell’area.

«Nulla contro le produzioni internazionali che scelgono la Sardegna», è la posizione riportata dal comitato, che riconosce l’importanza dell’arrivo di investimenti e attività legate al cinema. Le critiche riguardano però l’utilizzo di mezzi meccanici e ruspe durante la preparazione del set.

Secondo quanto denunciato sui social dal gruppo ambientalista, alcune immagini mostrerebbero interventi con mezzi pesanti e la rimozione di vegetazione lungo una strada vicina alla cala. L’area interessata rientra nel Sito di interesse comunitario Capo Figari e Isola di Figarolo, un territorio sottoposto a specifiche misure di tutela ambientale.

Il punto centrale sollevato dal comitato riguarda la compatibilità tra le esigenze organizzative di una produzione cinematografica e le regole previste per le zone protette. La domanda posta pubblicamente da Maremosso è se sia possibile intervenire sulla vegetazione all’interno di un’area tutelata per realizzare le strutture necessarie a un film.

La produzione Netflix rappresenta un nuovo capitolo della crescente presenza del cinema internazionale in Sardegna, regione scelta negli ultimi anni come scenario per numerosi progetti audiovisivi grazie ai suoi paesaggi naturali. Tuttavia, il caso di Cala Moresca riaccende il dibattito sulla necessità di conciliare promozione culturale e turistica con la protezione degli ecosistemi più delicati.

Al momento, il confronto resta aperto tra chi vede nel set cinematografico un’opportunità di visibilità internazionale per il territorio e chi chiede maggiore attenzione agli interventi realizzati in contesti ambientali sottoposti a tutela.

Redazione

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