La Regione Sardegna ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il Ministero della Giustizia per ottenere l’accesso alla documentazione relativa al trasferimento nell’Isola di detenuti sottoposti al regime speciale previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario.
La richiesta di accesso agli atti era stata inoltrata dalla Regione il 4 agosto. Secondo quanto comunicato dalla Presidenza regionale, il Ministero non avrebbe fornito riscontro prima dell’arrivo dei primi detenuti, trasferiti nella Casa circondariale di Uta il 5 settembre. Il ricorso punta quindi, in questa fase, a conoscere gli atti e i criteri amministrativi alla base dell’operazione.
Todde: “Tutela delle prerogative della Sardegna”
La presidente Alessandra Todde sostiene che la Regione non sia stata preventivamente coinvolta nella decisione. Secondo la sua ricostruzione, avrebbe appreso dell’imminente operazione dopo una richiesta rivolta alla Asl 8 per la disponibilità di personale medico. La presidente definisce la vicenda una mancanza di collaborazione istituzionale e collega il ricorso alla tutela delle prerogative derivanti dall’autonomia speciale della Sardegna. Si tratta di valutazioni espresse dalla Presidenza regionale e oggetto del confronto politico e istituzionale con il Governo.
Todde richiama inoltre possibili conseguenze sui sistemi penitenziario e sanitario, sostenendo che gli istituti di Uta e Bancali presentino già problemi di capienza e carenza di personale e che l’assistenza sanitaria ai detenuti in regime speciale possa comportare ulteriori oneri per il servizio sanitario regionale.
Il confronto politico sul progetto del 41 bis
La vicenda ha alimentato anche un confronto sulla genesi del progetto. Esponenti del centrodestra sardo hanno contestato l’attribuzione della scelta esclusivamente all’attuale Governo, sostenendo che l’ipotesi di destinare posti a detenuti in regime di 41 bis nel carcere di Uta fosse stata predisposta già durante precedenti governi. Rai TGR Sardegna ha riportato, tra le altre, la posizione del segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis, secondo cui il progetto sarebbe stato sviluppato anche durante il Governo Conte II.
Il punto al centro del ricorso attuale resta però distinto dal confronto politico sulle responsabilità: la Regione chiede formalmente di poter esaminare documenti, valutazioni e presupposti amministrativi che hanno portato ai trasferimenti. La Presidenza ha indicato l’azione davanti al Tar come il primo passaggio di una più ampia iniziativa istituzionale.
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