Il procedimento per atti persecutori nei confronti della criminologa cagliaritana Elisabetta Sionis dovrà ripartire da Roma. La Corte d’appello ha infatti annullato la sentenza di primo grado che aveva condannato a due anni Lucio Carmelo Lipari, 50 anni, originario di Savona, disponendo la trasmissione degli atti alla Procura della Capitale per una nuova valutazione dell’intero fascicolo.
Alla base della decisione vi è una questione di competenza territoriale. La parte offesa, Elisabetta Sionis, 59 anni, aveva ricoperto il ruolo di giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari ed è stata riconfermata nello stesso incarico dalla scorsa estate, dopo alcuni anni di assenza. Secondo quanto stabilito dai giudici, la norma che attribuisce la competenza territoriale a Roma per i procedimenti che riguardano magistrati ordinari si applica anche ai magistrati onorari.
L’eccezione era stata sollevata dall’avvocato Filippo Pirisi, difensore dell’imputato, che aveva impugnato la sentenza di condanna emessa in primo grado dal Tribunale di Cagliari. La Corte d’appello ha accolto l’appello, ritenendo che il procedimento non potesse essere trattato né dalla Procura né dal Tribunale del capoluogo sardo, proprio in ragione del ruolo istituzionale della persona offesa.
Con l’annullamento della condanna, l’intero procedimento dovrà dunque essere riavviato davanti all’autorità giudiziaria competente per territorio, individuata nella Procura di Roma. La decisione comporta l’azzeramento degli atti finora compiuti e la ripartenza dell’iter processuale dalla fase iniziale, con la necessità di una nuova valutazione degli elementi raccolti.
Il caso riguarda presunti atti persecutori compiuti attraverso i social network ai danni della criminologa e della figlia minore. In primo grado, l’imputato era stato riconosciuto colpevole e condannato a due anni di reclusione. Con la pronuncia della Corte d’appello, la sentenza è stata dichiarata nulla per difetto di competenza territoriale.
La questione potrebbe avere effetti anche su altri procedimenti. A cascata, infatti, potrebbero essere trasferiti a Roma ulteriori fascicoli pendenti o in fase di indagine a Cagliari, qualora ricorrano le stesse condizioni legate al ruolo della parte offesa.
Elisabetta Sionis, difesa dagli avvocati Stefano Marcialis e Aldo Luchi, ha presentato negli anni diverse denunce in varie città italiane, sostenendo di essere vittima di una prolungata campagna di persecuzione online da parte di numerosi haters. La vicenda giudiziaria si inserisce dunque in un contesto più ampio di segnalazioni e procedimenti legati a presunti comportamenti persecutori sul web.
La decisione della Corte d’appello non entra nel merito delle accuse, ma si limita a stabilire l’incompetenza territoriale dell’ufficio giudiziario che aveva trattato il caso in primo grado. Sarà ora la magistratura romana a dover valutare nuovamente i fatti contestati e a decidere se esercitare l’azione penale.
Il trasferimento degli atti alla Procura della Capitale riapre quindi l’intera vicenda giudiziaria, che dovrà essere ricostruita e riesaminata secondo le regole di competenza stabilite dalla legge.
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