Un sistema tanto semplice quanto efficace per colpire indisturbati tra la folla dei bagnanti. È quello individuato dai carabinieri sul litorale del Poetto, dove tre giovani sono stati arrestati con l’accusa di aver messo a segno diversi furti ai danni di ignari frequentatori della spiaggia. L’episodio si inserisce in un contesto di grande affluenza, favorita dalle recenti giornate di bel tempo che hanno attirato residenti e turisti lungo la costa cagliaritana.
Secondo quanto ricostruito dai militari, il gruppo avrebbe agito con una tecnica ben precisa. Uno dei tre svolgeva il ruolo di “palo”, utilizzando una sdraio per coprire la visuale delle vittime e dei passanti, creando una sorta di barriera visiva temporanea. In questo modo, gli altri due complici potevano avvicinarsi indisturbati a borse e borselli lasciati incustoditi sotto gli ombrelloni o accanto ai lettini, portando via oggetti personali senza attirare l’attenzione.
L’attività sospetta non è passata inosservata. Numerose segnalazioni e richieste di intervento sono arrivate al numero unico di emergenza 112, segno di un fenomeno che stava iniziando a destare preoccupazione tra i frequentatori della spiaggia. I carabinieri della Radiomobile e della stazione di Stampace, già impegnati nei controlli del territorio, hanno intensificato la vigilanza proprio a seguito delle chiamate ricevute.
L’intervento decisivo è avvenuto quando i militari, giunti rapidamente sul posto, hanno sorpreso i tre giovani mentre erano intenti a rubare la borsa di una donna cagliaritana. A quel punto, alla vista delle forze dell’ordine, i sospettati avrebbero tentato di sottrarsi al controllo, dandosi alla fuga tra la folla presente sulla spiaggia.
È così iniziato un inseguimento sulla sabbia, reso complicato dalla presenza di numerosi bagnanti e dagli ostacoli naturali rappresentati da ombrelloni e lettini. Nonostante il tentativo di confondersi tra le persone, i tre sono stati raggiunti e bloccati poco dopo, ponendo fine alla loro fuga.
I fermati sono un 21enne senza fissa dimora, un altro 21enne e un 24enne, questi ultimi ospiti del centro di accoglienza di Monastir. Tutti e tre sarebbero di origine algerina e sono stati arrestati con l’accusa di furto. Le testimonianze raccolte sul posto hanno permesso agli investigatori di ricostruire con maggiore precisione il loro modus operandi, confermando la dinamica già ipotizzata nelle prime fasi dell’indagine.
L’episodio evidenzia come, con l’arrivo della stagione più calda, aumentino anche i rischi legati alla microcriminalità nelle località balneari. La presenza di oggetti personali lasciati incustoditi rappresenta un’opportunità per chi è alla ricerca di facili guadagni, soprattutto in contesti affollati dove è più semplice agire senza essere notati.
Le forze dell’ordine hanno ribadito l’importanza della collaborazione dei cittadini, sottolineando come le segnalazioni tempestive abbiano consentito un intervento rapido ed efficace. Il controllo costante del territorio e l’attenzione dei bagnanti si confermano elementi fondamentali per prevenire e contrastare episodi simili, specialmente in periodi di grande affluenza.
L’operazione si conclude quindi con tre arresti e con il recupero della refurtiva, ma rappresenta anche un monito per chi frequenta le spiagge: mantenere alta la guardia resta essenziale per evitare spiacevoli sorprese durante momenti di relax.
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