Trent’anni e non sentirli. Monumenti Aperti torna a Cagliari sabato 18 e domenica 19 aprile con un’edizione da record, capace di trasformare l’intera città in un museo diffuso a cielo aperto.
I numeri parlano da soli: 70 monumenti visitabili, 7 itinerari, 9 novità, 17 riaperture attese da tempo e un ricco cartellone di iniziative parallele. Un mosaico di storia, arte e partecipazione che si estenderà dal Poetto fino a Pirri, attraversando quartieri, piazze e luoghi simbolo.
L’edizione 2026 porta un titolo che suona quasi come un manifesto: Generazione Monumenti Aperti. Un omaggio alla comunità che negli anni ha reso possibile la crescita dell’evento. Come sottolineato dal presidente di Imago Mundi, Massimiliano Messina, il vero motore della manifestazione sono le persone.
Quest’anno saranno infatti quasi 5.000 studenti provenienti da 54 istituti scolastici e 64 plessi, affiancati da 44 associazioni partecipanti, per un totale di oltre 5.500 volontari e collaboratori pronti ad accompagnare i visitatori alla scoperta del patrimonio cittadino. Saranno proprio alunne, alunni, studentesse e studenti a vestire i panni delle guide, offrendo uno sguardo fresco e coinvolgente sui luoghi della memoria.
Spazio anche all’inclusione con 9 iniziative di Cultura senza barriere, pensate per rendere l’esperienza accessibile a tutti, e a un fitto calendario artistico: 47 appuntamenti per Monumenti in Musica e Spettacolo e 30 eventi tra mostre, live set e studi aperti nel contenitore Spazio Comune.
Il sindaco Massimo Zedda ha ringraziato associazioni, scuole, università e volontari, ricordando come Monumenti Aperti sia oggi una delle iniziative culturali più apprezzate e premiate a livello nazionale e internazionale.
Per due giorni, Cagliari non si limiterà a mostrare i suoi monumenti: li farà parlare attraverso la voce della sua comunità.
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