Musica in corsia al San Martino di Oristano: canti e solidarietà

Mercoledì 29 luglio il progetto “Musica in corsia” della Fondazione Maria Carta farà tappa all’ospedale San Martino di Oristano.

ospedale

La musica tradizionale sarda entra nelle corsie dell’ospedale San Martino di Oristano per offrire ai pazienti, ai loro familiari e al personale sanitario un momento di conforto, condivisione e vicinanza. Mercoledì 29 luglio il presidio ospedaliero ospiterà una nuova tappa del progetto “Voci e strumenti di solidarietà – Musica in corsia”, promosso dalla Fondazione Maria Carta in collaborazione con la Asl di Oristano.

L’iniziativa porterà all’interno dei reparti canti, strumenti della tradizione e parole capaci di interrompere, almeno per qualche istante, la routine delle cure e della degenza. Un piccolo viaggio musicale pensato per raggiungere direttamente chi, per motivi di salute, non può partecipare agli appuntamenti culturali organizzati all’esterno.

La sesta tappa del progetto

Quella di Oristano rappresenta la sesta tappa del percorso ideato dalla Fondazione Maria Carta per diffondere negli ospedali dell’Isola il valore della musica come strumento di solidarietà e relazione umana.

Prima di arrivare al San Martino, il progetto ha già fatto visita alle strutture sanitarie di Ozieri, Alghero, Cagliari, San Gavino Monreale e Carbonia. Ogni appuntamento è stato costruito per adattarsi agli spazi e alle esigenze dei reparti, attraverso esibizioni itineranti capaci di raggiungere anche i pazienti impossibilitati a spostarsi.

Il concerto non si svolgerà quindi su un unico palco, ma attraverserà gli ambienti dell’ospedale, trasformando simbolicamente le corsie in luoghi di incontro e ascolto.

Un evento riservato alla comunità ospedaliera

La manifestazione non sarà aperta al pubblico, poiché è stata pensata esclusivamente per le persone ricoverate, i loro familiari e gli operatori che lavorano quotidianamente all’interno del presidio ospedaliero.

La scelta permette di mantenere il carattere raccolto dell’iniziativa e di rispettare le necessità organizzative e sanitarie della struttura. Al centro non vi sarà soltanto l’esecuzione musicale, ma soprattutto il contatto diretto con i pazienti e la possibilità di offrire un momento di leggerezza in una fase spesso complessa della vita.

Redazione

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