Pecorino Romano, CSA: “Niente allarmismi sul prezzo del latte”

Il presidente dell’Associazione Agricola Centro Studi Agricoli invita alla prudenza sui dazi Usa e difende il valore della filiera ovina sarda.

Il futuro del Pecorino Romano DOP passa dalla capacità della filiera di affrontare le difficoltà con equilibrio, senza generare timori che potrebbero incidere sul mercato. È questo il messaggio lanciato da Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli, intervenuto sul dibattito relativo ai dazi americani e alle prospettive del comparto ovino sardo.

Secondo Piana, il lavoro del Consorzio per ottenere una riduzione dei dazi negli Stati Uniti è condivisibile, ma non deve trasformarsi in un messaggio di allarme sulla possibilità di un crollo del mercato o del prezzo del latte agli allevatori.

“I dazi vanno combattuti, ma non sono l’unico elemento”

“Il Consorzio del Pecorino Romano DOP fa bene a battersi per la riduzione dei dazi americani, ma sbaglia se lascia passare il messaggio che i dazi siano automaticamente la causa di un possibile crollo del mercato e del prezzo del latte”, sostiene Piana.

Per il presidente del Centro Studi Agricoli, il mercato deve essere monitorato con attenzione, ma la situazione attuale non presenterebbe elementi sufficienti per prevedere scenari negativi.

L’obiettivo, secondo Piana, deve essere quello di evitare che aspettative sfavorevoli possano diventare esse stesse un fattore di instabilità per gli allevatori.

Difendere il valore del latte

Il punto centrale della posizione espressa da Piana riguarda la necessità di mantenere stabile il valore della produzione.

“L’obiettivo della prossima campagna deve essere la tenuta dei valori raggiunti nell’annata appena conclusa”, afferma.

Secondo il presidente dell’associazione, non è il momento di parlare di possibili riduzioni del prezzo del latte, ma di lavorare per difendere la redditività delle aziende agricole e garantire continuità all’intera filiera.

Dietro ogni litro di latte, sottolinea Piana, ci sono aziende agricole, famiglie, allevamenti e investimenti. Una diminuzione significativa dei ricavi degli allevatori potrebbe infatti avere ripercussioni sull’intero sistema produttivo.

Più mercati e maggiore valorizzazione

Per rafforzare il settore, la strada indicata è quella della diversificazione.

La filiera del Pecorino Romano dovrebbe continuare a sviluppare nuovi mercati, aumentare la presenza internazionale del prodotto e puntare maggiormente sulla valorizzazione della qualità.

Secondo Piana, il comparto non deve dipendere eccessivamente da una sola destinazione commerciale, ma costruire nuove opportunità attraverso promozione e capacità di raggiungere nuovi consumatori.

L’appello al Consorzio

Il presidente del Centro Studi Agricoli chiede al Consorzio del Pecorino Romano DOP di proseguire il lavoro istituzionale contro i dazi, accompagnandolo però con una comunicazione equilibrata.

“Gli allevatori non hanno bisogno di essere spaventati. Hanno bisogno di sapere che le istituzioni e gli organismi della filiera stanno lavorando per difendere il loro reddito”, afferma.

Per Piana, il rischio è quello di creare una crisi prima ancora che esista, alimentando previsioni negative che potrebbero influenzare le decisioni degli operatori.

Una filiera da proteggere

La produzione del Pecorino Romano rappresenta una componente fondamentale dell’economia agricola della Sardegna.

Allevatori, cooperative, industrie, stagionatori e commercianti sono parti collegate di un unico sistema e, secondo Piana, non può esistere un futuro per il prodotto senza la sostenibilità economica degli allevatori.

La parola chiave indicata dal presidente dell’Associazione Agricola Centro Studi Agricoli è quindi stabilità: stabilità del mercato, del prezzo del latte e dell’intera filiera.

“Difendere il prezzo del latte significa difendere l’allevatore, il caseificio e il futuro del Pecorino Romano DOP”, conclude Piana.

Redazione

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