La Regione Sardegna ribadisce il suo impegno nella transizione energetica, ma rifiuta la speculazione e l’assenza di una pianificazione adeguata.
Questo è il messaggio che arriva dagli Assessori Regionali per gli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, e dell’Industria, Emanuele Cani, che rispondono alle recenti dichiarazioni del Ministro del MIMIT Adolfo Urso. Quest’ultimo aveva chiesto alla Regione di accelerare i processi di autorizzazione per gli impianti di energie rinnovabili, sollevando non poche polemiche.
“La Sardegna non ha mai detto no alla transizione energetica“, sottolineano gli Assessori, “Al contrario, è tra le poche regioni che ha affrontato il tema con serietà istituzionale, individuando le aree idonee sufficienti a rispettare gli impegni europei e accompagnare la dismissione delle centrali a carbone“. Gli Amministratori regionali, pur condividendo l’urgenza di proseguire con la transizione energetica, ribadiscono l’importanza di governarla in modo responsabile, senza forzature.
La Regione, infatti, si oppone a scorciatoie normative che possano danneggiare il territorio e le comunità locali.
“Le istituzioni hanno il dovere di contemperare gli obiettivi energetici con la tutela del territorio, del paesaggio e delle comunità local.i Non siamo scolaretti chiamati a fare i compiti, ma un’istituzione che esercita responsabilmente le proprie prerogative “, dichiarano gli Assessori Spanedda e Cani. La loro posizione è chiara: la transizione deve avvenire in modo equilibrato, senza sacrificare il patrimonio ambientale e culturale sardo.
Inoltre, gli Assessori ricordano che molte delle iniziative in fase di stallo o contestazione non sono solo oggetto di preoccupazione della Regione, ma anche del Ministero della Cultura, dimostrando che il rapporto tra sviluppo energetico, ambiente e paesaggio è molto più complesso di quanto sembri: “Il rapporto tra sviluppo energetico, ambiente e paesaggio è complesso e non può essere liquidato con slogan o scorciatoie normative“, aggiungono.
Gli Assessori regionali suggeriscono che una delle soluzioni migliori sarebbe quella di realizzare gli impianti nelle aree effettivamente compatibili, come terreni già degradati o compromessi, evitando così conflitti con il paesaggio: “Se fin dall’inizio si fosse scelto di localizzare gli impianti in aree degradate, antropizzate o già compromesse dal consumo di suolo, invece di inseguire procedure accelerate e forzature normative, oggi il percorso verso una transizione energetica giusta, sostenibile e rispettosa del paesaggio sarebbe molto più avanzato“.
In sintesi, la Sardegna conferma il suo impegno per una transizione energetica sostenibile, ma ribadisce la necessità di un piano di sviluppo che rispetti il suo territorio, il paesaggio e le esigenze delle comunità locali. La regione vuole evitare soluzioni rapide che possano compromettere un futuro ecologicamente equilibrato.
Foto: Regione Sardegna
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