L’economia sarda sale in bicicletta. Sono 87 le imprese, di cui 32 artigiane, con oltre 250 addetti. Una passione, quella per le due ruote, che contribuisce allo sviluppo di un sistema che coinvolge, direttamente e indirettamente, artigiani, commercianti, imprese di costruzione, lavori pubblici e turismo. Infatti, la crescita generalizzata del settore ha premiato anche la Sardegna, regione nella quale operano realtà che si occupano di fabbricazione, montaggio, vendita, manutenzione e noleggio di biciclette. Nell’Isola, 30mila persone ogni giorno si recano al lavoro, a scuola o all’università in bicicletta.
Quattro anni fa il totale delle imprese non superava le 31 realtà mentre 2 anni fa si fermava a 82. Adesso, a livello territoriale, 33 imprese (di cui 16 artigiane)
si trovano nella vecchia provincia di Cagliari, 29 a Sassari-Gallura (di cui 9 artigiane), 19 a Nuoro (3 artigiane) e 6 a Oristano (4 artigiane).
E’ questo, in sintesi, ciò che è emerso dal “Rapporto sulle imprese della bicicletta in Sardegna”, dossier sull’economia delle due ruote realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, e presentato dall’artigiana di Cagliari Kety Piras, titolare dell’officina meccanica “Cycle Hub” a Pirri, durante i lavori del “Velo City Conference”, Summit mondiale della ciclabilità.
“I dati ci consentono di affermare che quello della bicicletta è un comparto capace di adattarsi e rispondere ai nuovi bisogni emersi – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – un crescendo di economie che interessa non solo la produzione ma anche la svolta verso la mobilità attiva che abbraccia i temi ambientali, turistici, della salute e del benessere”.
“Siamo sulla buona strada anche se c’è ancora tanto da fare perché i numeri dimostrano che i margini di miglioramento, per la realizzazione di infrastrutture e per la nascita di nuove imprese, sono ampi – aggiunge Meloni – da alcuni anni a questa parte notiamo, con favore che, sia la Regione che i Comuni, hanno deciso di investire sulla mobilità sostenibile. Questo è un importante segnale di attenzione verso tutto il settore e verso una economia non più secondaria”.
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