Scatta il divieto di balneazione a Cala Bitta, nel territorio di Arzachena, dopo che i controlli effettuati dall’Arpas hanno evidenziato livelli anomali di contaminazione microbiologica nelle acque marine. Il sindaco Roberto Ragnedda ha firmato un’ordinanza che vieta temporaneamente l’accesso ai bagnanti in un ampio tratto del litorale situato nella zona di Baia Sardinia.
La decisione è arrivata a seguito delle comunicazioni trasmesse dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna, che nei giorni 25 e 27 maggio ha eseguito due distinti campionamenti lungo la costa. I risultati delle analisi hanno rilevato concentrazioni di Escherichia coli ed enterococchi intestinali significativamente superiori ai limiti stabiliti dalla normativa vigente, rendendo necessario l’intervento immediato dell’amministrazione comunale.
L’ordinanza interessa quasi due chilometri di litorale, una misura adottata in via precauzionale per tutelare la salute pubblica e garantire la sicurezza dei frequentatori della spiaggia. Cala Bitta è una delle località costiere più conosciute dell’area di Baia Sardinia e si trova nelle vicinanze del porticciolo turistico che dispone di circa 200 posti barca.
Le cause dell’inquinamento sono ancora in fase di accertamento. Tra le ipotesi prese in considerazione vi è quella di uno scarico illecito in mare da parte di un’imbarcazione di grandi dimensioni. Si tratta di una possibilità che dovrà essere verificata attraverso ulteriori controlli e approfondimenti tecnici, ma che al momento non trova ancora conferme ufficiali.
Il Comune di Arzachena ha attivato tutte le procedure previste in situazioni di questo tipo, monitorando costantemente l’evoluzione dei dati e collaborando con gli enti competenti per individuare l’origine della contaminazione. L’obiettivo è quello di ripristinare nel più breve tempo possibile le condizioni di sicurezza necessarie alla riapertura della zona alla balneazione.
Nel frattempo l’Arpas ha effettuato un ulteriore prelievo nel corso del fine settimana. I risultati di questo terzo campionamento saranno determinanti per valutare l’andamento della situazione e verificare se i parametri microbiologici siano tornati entro i limiti consentiti.
Qualora le nuove analisi dovessero evidenziare valori conformi agli standard di legge, l’amministrazione comunale potrebbe procedere rapidamente alla revoca dell’ordinanza e alla conseguente riapertura del tratto di costa attualmente interdetto. Fino a quel momento resteranno in vigore le misure restrittive adottate per prevenire eventuali rischi sanitari.
L’episodio richiama l’attenzione sull’importanza dei controlli periodici della qualità delle acque marine, soprattutto nelle località a forte vocazione turistica, dove la tutela dell’ambiente e della salute rappresenta un elemento fondamentale per la fruizione del territorio e per la salvaguardia dell’ecosistema costiero.
Le prossime ore saranno quindi decisive per comprendere se la contaminazione rilevata sia stata un fenomeno temporaneo oppure se saranno necessari ulteriori interventi e accertamenti per individuare e rimuovere le cause che hanno portato al superamento delle soglie consentite.
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