Tre anni e sei mesi di carcere e una provvisionale di 15mila euro in favore della persona offesa. Si è concluso con una sentenza di condanna il processo celebrato davanti al Tribunale di Tempio Pausania nei confronti di Antonello Melis, vigile del fuoco di 47 anni, originario di Arzana e in servizio in Gallura.
L’uomo era imputato per un grave episodio risalente al 2023, quando, all’interno di un bar di Tempio, avrebbe aggredito un quarantacinquenne del posto, provocandogli una lesione permanente al viso.
Al centro del procedimento giudiziario, un morso al naso che avrebbe causato il distacco di una parte dell’organo, con conseguenze fisiche tali da rendere necessari diversi interventi di chirurgia ricostruttiva.
La decisione è stata pronunciata dal collegio giudicante presieduto dalla magistrata Caterina Interlandi, che ha accolto le richieste formulate dalla pubblica accusa.
Quattro interventi chirurgici dopo l’aggressione nel bar
Le conseguenze riportate dal quarantacinquenne sono state uno degli elementi centrali del processo. La vittima, ascoltata durante il dibattimento, aveva riferito ai giudici di essersi dovuta sottoporre a quattro operazioni per tentare di ricostruire la parte del volto danneggiata.
Le lesioni provocate dal morso avevano infatti compromesso una porzione del naso, rendendo necessario il ricorso alla chirurgia ricostruttiva.
Secondo la ricostruzione sostenuta dall’accusa, il danno non si sarebbe limitato alle conseguenze immediate dell’episodio, ma avrebbe determinato un’alterazione irreversibile dell’aspetto del volto.
La vicenda aveva avuto origine nel 2023, all’interno di un esercizio pubblico della città gallurese. L’episodio aveva poi portato all’apertura di un procedimento penale nei confronti del vigile del fuoco.
Nel corso del processo sono state esaminate le conseguenze dell’aggressione, con particolare attenzione alla natura delle lesioni e alla loro permanenza.
La procura: compromessa in modo irreversibile l’identità del volto
A sostenere l’accusa è stato il pubblico ministero Sebastiano Carpinato, che ha evidenziato la gravità del danno subito dalla persona offesa.
Secondo la prospettazione della procura, il distacco di una parte del naso avrebbe provocato una compromissione irrimediabile dell’aspetto e dell’identità fisica della vittima.
Un elemento determinante nella valutazione giudiziaria è stato dunque il carattere permanente dello sfregio, conseguenza del morso contestato all’imputato.
La testimonianza del quarantacinquenne, che aveva raccontato di aver affrontato quattro interventi chirurgici, ha portato all’attenzione del tribunale il percorso sanitario seguito dopo l’episodio.
Il pubblico ministero Carpinato aveva chiesto una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione, richiesta successivamente accolta dal collegio.
La pena stabilita dai giudici coincide quindi con quella sollecitata dalla pubblica accusa, a conclusione del dibattimento celebrato davanti al Tribunale di Tempio.
Provvisionale di 15mila euro per la persona offesa
Oltre alla pena detentiva, la sentenza ha previsto anche una disposizione economica in favore dell’uomo rimasto ferito.
Il tribunale ha riconosciuto una provvisionale di 15mila euro, somma stabilita a beneficio della persona offesa nell’ambito del procedimento penale.
La provvisionale rappresenta un importo riconosciuto dal giudice a titolo di anticipo sul risarcimento del danno, senza necessariamente esaurire tutte le eventuali pretese risarcitorie.
A rappresentare il quarantacinquenne, costituitosi parte civile, è stata l’avvocata Monica Liguori, che ha seguito la posizione della persona offesa durante il processo.
Antonello Melis è stato invece assistito dall’avvocata Lara Sini, incaricata della sua difesa.
La pronuncia del collegio presieduto da Caterina Interlandi ha così definito il giudizio di primo grado, riconoscendo la responsabilità penale dell’imputato per i fatti contestati.
Il processo per i fatti avvenuti a Tempio nel 2023
Il procedimento ha riguardato un episodio particolarmente grave per le conseguenze riportate dalla vittima, che ha dovuto affrontare un percorso di ricostruzione chirurgica del volto.
La perdita di una parte del naso e la necessità di quattro operazioni hanno rappresentato gli aspetti più rilevanti della vicenda giudiziaria, conclusasi con la condanna del quarantasettenne.
Il caso è stato esaminato dal tribunale gallurese sulla base delle contestazioni formulate dalla procura e degli elementi emersi durante il dibattimento.
La sentenza stabilisce una pena di tre anni e sei mesi di reclusione nei confronti del vigile del fuoco, originario dell’Ogliastra ma professionalmente impegnato in Gallura.
Alla condanna penale si aggiunge il riconoscimento della provvisionale destinata al quarantacinquenne tempiese, rappresentato in giudizio dalla propria legale.
Con la decisione del collegio giudicante si conclude il primo grado del processo per l’aggressione avvenuta nel locale pubblico nel 2023.
Resta ferma la possibilità di impugnare la sentenza secondo le modalità e i termini previsti dalla legge, mentre la vicenda giudiziaria registra una prima decisione sulla responsabilità dell’imputato e sulle conseguenze delle lesioni riportate dalla persona offesa.
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