Cagliari, cresce la richiesta di bodycam per il personale sanitario

I dati emersi da un sondaggio condotto nel 2024 su un campione di operatori sanitari confermano un quadro preoccupante

ospedale

Si rafforza la proposta di dotare gli operatori sanitari di bodycam per contrastare aggressioni e violenze negli ospedali. L’iniziativa, lanciata mesi fa dalla Uil Fpl con i segretari Fabio Sanna, Antonina Usala e il Rls Stefano Trogu, nasce per tutelare il personale, sempre più esposto a episodi di violenza.

Un fenomeno in aumento nei pronto soccorso e nei reparti psichiatrici

I dati emersi da un sondaggio condotto nel 2024 su un campione di operatori sanitari confermano un quadro preoccupante:

  • L’81% degli intervistati ha dichiarato di aver subito aggressioni fisiche o verbali, sia da pazienti che da parenti.
  • Il 69% delle vittime non denuncia l’aggressore, gestendo la situazione autonomamente o con il supporto dei colleghi.
  • I reparti più colpiti sono il pronto soccorso e la psichiatria, dove le aggressioni avvengono a causa del sovraffollamento, della carenza di personale e dei lunghi tempi di attesa.

Anche il pronto soccorso dell’ospedale Brotzu non è esente da questo problema, nonostante la presenza di un posto di polizia, attivo però solo in orari limitati.

La proposta delle bodycam: maggiore sicurezza per operatori e pazienti

Per contrastare il fenomeno, la Uil Fpl propone l’introduzione delle bodycam sulle divise del personale ospedaliero, prendendo esempio dalla Asl del Medio Campidano, che ha già finanziato l’acquisto di queste micro telecamere.

Le bodycam dovranno essere attivate nei momenti critici della giornata lavorativa, nel rispetto delle disposizioni del Garante della Privacy, registrando le immagini che, se necessario, potranno essere utilizzate dalle forze dell’ordine per indagini e accertamenti.

Un piano di sicurezza per prevenire le aggressioni

Secondo la Uil, è necessario applicare in modo più rigoroso la Legge 113/2020, che impone alle strutture sanitarie di dotarsi di piani di sicurezza e protocolli operativi per prevenire le aggressioni. La combinazione tra misure organizzative, presidi di sicurezza e nuove tecnologie potrebbe rappresentare un primo passo per tutelare gli operatori sanitari e garantire un ambiente di lavoro più sicuro.

Redazione

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