Emergenza sanitaria in Sardegna: caos e disagi nei pronto soccorso

I numeri e le testimonianze che emergono dalle strutture sanitarie sono impressionanti e preoccupanti

ospedale

Il mese più difficile per la sanità sarda, caratterizzato dal boom di turisti in arrivo, inizia nel peggiore dei modi. Lunghe attese, operatori sotto pressione, ambulanze bloccate e pazienti costretti a sopportare temperature torride sono solo alcuni dei problemi che affliggono il sistema sanitario dell’isola.

Pronto soccorso al collasso

I numeri e le testimonianze che emergono dalle strutture sanitarie sono impressionanti e preoccupanti. Al Policlinico di Monserrato, i pazienti attendono ore prima di essere visitati. Una volontaria del 118 descrive la situazione disperata: “Siamo arrivati qui alle 8:30, dopo otto ore il paziente non è stato ancora visitato. È un ottantenne di Quartucciu, segnato come codice arancione, con vari problemi di salute.”

Ambulanze bloccate e mancanza di personale

Le ambulanze, essenziali per le emergenze, rimangono bloccate con i pazienti a bordo, rendendo indisponibili i mezzi per altri interventi. “Ci sono state anche tredici ambulanze in attesa,” continua la volontaria, “dalla centrale operativa sanno che poi non ci sono più mezzi per gli interventi.”

Situazione critica anche al Brotzu

Anche l’ospedale Brotzu non è immune alla crisi. Un codice rosso è in visita, seguito da otto arancioni, tre azzurri e cinque verdi. Quattordici pazienti attendono di essere visitati, di cui tre in codice bianco. La situazione è così grave che anche i codici meno urgenti, che potrebbero essere trattati dal medico di famiglia o dalla guardia medica, finiscono per congestionare ulteriormente il pronto soccorso.

Il quadro al Santissima Trinità

Al Santissima Trinità la situazione è altrettanto critica. Sei pazienti sono arrivati in ambulanza, cinque dei quali in codice arancione. Trenta persone sono in attesa di visita, con venticinque di loro aventi un codice più grave di quello bianco. I medici e gli infermieri stanno gestendo due malati gravi, nove con condizioni meno gravi e quattro con condizioni stabili ma che richiedono comunque prestazioni complesse.

Richiesta di intervento

I sindacalisti urlano da anni che la Regione deve intervenire, ma la risposta tarda ad arrivare. I pazienti, i volontari e il personale medico sono esasperati. “Il tempo passa ma non cambia nulla,” lamenta la volontaria. La situazione è diventata insostenibile e necessita di interventi urgenti e concreti per evitare che il sistema sanitario collassi definitivamente.

Redazione

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