Il porto di Cagliari, precisamente nella zona di viale La Playa, è stato preso d’assalto da pastori e allevatori che, giunti con trattori e determinazione, hanno deciso di occupare lo spazio portuale per i prossimi due giorni, con la possibilità di prolungare la loro presenza richiedendo rinnovi giornalieri. Questa azione è parte della protesta organizzata dal movimento Riscatto Agricolo, guidato da figure come Roberto Congia, che sta promuovendo presidi e blocchi in diverse città italiane.
In altre zone della Sardegna, come ad Oristano, una cinquantina di trattori si sono già schierati al porto industriale, e ci si aspetta che manifestazioni analoghe si svolgano anche nel nord dell’isola. La motivazione principale di questa protesta riguarda le insoddisfazioni degli agricoltori nei confronti delle politiche agricole comuni, in particolare della Politica Agricola Comune (PAC), che attualmente non fornisce un premio in denaro per l’allevamento di suini.
Uno degli organizzatori ha sottolineato che, sebbene un incontro con Argea e Laore abbia fornito informazioni sul ritardo nei pagamenti dei premi comunitari, ciò non è sufficiente per placare le preoccupazioni della comunità agricola. La permanenza al porto è prevista fino a quando non avverrà un incontro diretto con il ministro Lollobrigida, la premier Meloni e la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen.
La protesta riflette anche l’opposizione alle nuove regole e restrizioni dell’Unione Europea per l’agricoltura, con gli agricoltori sardi sottolineando il loro impegno per la sostenibilità e la qualità dei prodotti locali. Sottolineano che non accetteranno direttive che ritengono superflue, affermando con determinazione che i loro prodotti sono sani e rispettosi dell’ambiente, a differenza di alcune alternative alimentari sintetiche. La loro presenza nel porto è un atto simbolico di resistenza, in attesa di sviluppi positivi e concreti.
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Ormai il danno è fatto, dobbiamo dire addio alle nostre amate campagne e fare i complimenti a quell’ incompetente di Patuanelli che ha deviato i fondi vitali delle piccole aziende alle grandi lobbies della Padania and Company, RIP CALLONE!