Tra il 20 e il 25 aprile è stato proclamato uno sciopero nazionale degli autotrasportatori della durata di 144 ore. La mobilitazione, annunciata da Trasportounito, nasce da una situazione definita “emergenza” per l’aumento dei costi, in particolare del gasolio, che sta mettendo in difficoltà molte imprese.
Negli ultimi mesi, il prezzo del carburante è salito oltre il 20%, con un aumento complessivo delle spese vicino al 30% e margini in calo fino all’8%. Una dinamica che, secondo il settore, rende sempre più difficile proseguire l’attività.
Lo sciopero, però, potrebbe essere modificato o revocato. La Commissione di garanzia ha segnalato possibili irregolarità, legate al preavviso e alla sovrapposizione con un’altra protesta già prevista a metà aprile.
Se confermata, la mobilitazione rischia di avere effetti immediati: ritardi nelle consegne, meno prodotti disponibili e possibili rincari nei negozi. Le misure del governo, come il credito d’imposta da 100 milioni, sono giudicate insufficienti dagli operatori.
Particolarmente esposta è la Sardegna, dove oltre l’80% delle merci viaggia su gomma. In un contesto già fragile, un eventuale blocco potrebbe incidere rapidamente su approvvigionamenti e prezzi.
Resta da capire se nei prossimi giorni si arriverà a una revisione della protesta o alla conferma dello sciopero.
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