Le città sarde di Olbia, Sassari, Alghero e Oristano stanno vivendo un fenomeno insolito e preoccupante: l’invasione dei cinghiali. Questi animali, un tempo limitati alle zone rurali e ai boschi, ora si avventurano nei centri urbani in cerca di cibo, senza timore di mostrarsi anche di giorno. Il cambio di dieta li ha resi più prolifici, aumentando notevolmente la loro presenza nelle aree abitate.
Franco Sgarangella, direttore del Dipartimento di prevenzione veterinaria nord Sardegna, evidenzia un mix di fattori alla base di questa situazione. La diminuzione degli operatori agricoli nelle aree rurali e un incremento della fertilità dei cinghiali, spinti da una dieta più ricca di proteine, sono tra le principali cause. Quest’ultima ha portato i cinghiali a partorire fino a tre volte all’anno, con portate che possono arrivare a sette-otto cuccioli per volta, un numero significativamente superiore rispetto al passato.
Il principale richiamo delle città per questi animali è rappresentato dai rifiuti, in particolare dai mastelli dell’umido, che vengono lasciati fuori dalle abitazioni per la raccolta differenziata. Alcuni cittadini, mosso da compassione, contribuiscono al problema offrendo cibo ai cinghiali, un gesto che, sebbene benintenzionato, è fortemente sconsigliato.
La presenza di cinghiali ibridi, frutto dell’incrocio con suini domestici, potrebbe aver contribuito all’aumento della loro fertilità e adattabilità all’ambiente urbano. Questi animali non solo rappresentano un rischio per la sicurezza stradale, con centinaia di incidenti registrati ogni anno, ma possono anche diventare aggressivi, in particolare le femmine con prole, se si sentono minacciate.
Cosa fare in caso di incontro? Gli esperti consigliano di evitare di avvicinarsi o spaventare gli animali e di contattare immediatamente la polizia locale, che si occuperà di allontanarli in sicurezza.
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