Abbattimenti bovini in Sardegna, Tar sospende le ordinanze ma il Consiglio di Stato conferma

Due decisioni opposte in poche ore sulla dermatite nodulare contagiosa: tra rigore sanitario e diritti degli allevatori

zuncheddu sentenza

È stata una giornata decisiva e ricca di colpi di scena nella battaglia legale sugli abbattimenti di bovini in Sardegna per contenere la diffusione della dermatite nodulare contagiosa. Nel giro di poche ore si sono infatti susseguite due pronunce contrastanti, che mostrano tutta la complessità del tema.

Il Tar Sardegna ha accolto i ricorsi presentati da cinque aziende del Nuorese, difese dagli avvocati Caterina Zoroddu e Valentina Ceron, sospendendo in via cautelare le ordinanze dell’Asl di Nuoro. Si tratta di un passaggio importante perché riguarda bovini vaccinati, mai risultati infetti e da considerarsi immunizzati, essendo trascorsi oltre 28 giorni dalla vaccinazione. Per la prima volta, dunque, viene bloccata la procedura di abbattimento di animali non malati.

A ribaltare parzialmente il quadro è intervenuto poco dopo il Consiglio di Stato, che ha respinto l’appello cautelare della Società Agricola Agropower, difesa dall’avvocato Antonello Rossi, confermando così l’abbattimento di circa 500 capi bovini in un allevamento del nord Sardegna, dove era stato rilevato un focolaio attivo. La decisione, firmata dalla presidente Rosanna De Nictolis, ha dato ragione ai legali della Regione (Sonia Siu e Floriana Isola), all’Istituto Zooprofilattico (Donato Marongiu) e all’Asl Sassari (Carlo De Cesaro).

Nelle motivazioni, il Consiglio ha sottolineato che i bovini sarebbero stati comunque destinati alla macellazione e che il danno economico non può essere considerato irreparabile, essendo coperto dagli indennizzi previsti. Inoltre, i giudici hanno ritenuto non applicabili deroghe come la vaccinazione soppressiva o la separazione delle unità epidemiologiche, per carenza di documentazione adeguata.

La stessa giustizia amministrativa, solo poche settimane fa, aveva concesso una sospensiva in favore degli allevatori, ora superata dall’aggravarsi della situazione sanitaria e dalla necessità di agire con urgenza per contenere la malattia. Due verdetti opposti nello stesso giorno mettono in luce il difficile equilibrio tra la tutela della salute pubblica e la salvaguardia degli interessi economici degli allevatori.

Redazione

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