Schiamazzi fino all’alba, urla in strada e l’intervento delle forze dell’ordine: è questo lo scenario che, secondo i residenti, si ripete ormai ogni notte nel quartiere di Stampace, nel cuore di Cagliari. L’ultimo episodio si è verificato in via Mameli, all’angolo con via Caprera, dove il caos generato dalla malamovida ha richiesto ancora una volta la presenza dei carabinieri.
Il malessere non è più contenibile: molti residenti dichiarano di non dormire da mesi, alcuni hanno fatto ricorso a sostegno psicologico, mentre altri hanno addirittura deciso di mettere in vendita le proprie abitazioni. Le testimonianze parlano di una situazione fuori controllo, con assembramenti notturni, locali aperti fino a tarda ora e risse ricorrenti.
A denunciare lo stato di degrado crescente è Adolfo Costa, presidente del Comitato di quartiere di Stampace, che non usa mezzi termini: “Il quartiere è in scacco a frequentatori che definire barbari è riduttivo. Aiutati da attività che restano aperte ben oltre la mezzanotte, trasformano il centro storico in un’area di disturbo continuo”.
Il fenomeno della malamovida colpisce duramente sia i cittadini sia i turisti, che si trovano loro malgrado coinvolti in un contesto urbano sempre più caotico. Le proteste si moltiplicano e le segnalazioni agli enti preposti non si contano più. Tuttavia, il problema non sembra trovare una soluzione concreta, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, della polizia municipale e delle autorità locali.
I residenti chiedono interventi strutturali, non solo temporanei. Tra le proposte, spiccano l’attivazione e il potenziamento della ZTL (zona a traffico limitato), un maggiore utilizzo delle telecamere di sorveglianza, normative più severe contro l’inquinamento acustico e la chiusura dei locali che favoriscono comportamenti molesti. “Non si tratta di essere contro il divertimento – spiegano dal comitato – ma di pretendere il rispetto della quiete pubblica e della dignità di chi abita qui tutto l’anno”.
Il timore è che l’esodo dei residenti continui, svuotando uno dei quartieri storici più rappresentativi della città. Stampace, con il suo patrimonio architettonico e culturale, rischia di perdere la sua identità se non si porrà un freno a quello che ormai è considerato da molti come un degrado urbano alimentato da un modello di svago privo di regole.
Le istituzioni sono ora chiamate a rispondere con azioni concrete, prima che il quartiere perda definitivamente il suo equilibrio tra vita notturna e residenzialità. La sfida non è solo garantire la sicurezza, ma tutelare la vivibilità e il diritto al riposo di chi ogni giorno abita il centro della città.
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