Dizionario sardo online, Usai (FdI) chiede chiarezza sui 163mila euro

La consigliera regionale di Fratelli d’Italia interroga la presidente Todde sul progetto in Limba Sarda Comuna e sui criteri adottati per il finanziamento.

Il progetto per la realizzazione di un dizionario etimologico-fonologico online sardo-italiano e italiano-sardo in Limba Sarda Comuna (LSC) finisce al centro del dibattito politico regionale.

A sollevare interrogativi sull’iniziativa è la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Cristina Usai, che ha presentato un’interrogazione alla presidente della Regione Alessandra Todde chiedendo chiarimenti sull’investimento previsto, pari a 163.934,43 euro.

Secondo Usai, è necessario comprendere quali siano le finalità concrete del progetto, quali risultati siano attesi e quali criteri abbiano guidato la scelta dell’intervento.

Le domande sul progetto linguistico

Quali elementi di innovazione, utilità concreta e interesse pubblico possono giustificare l’investimento di euro 163.934,43 per il progetto di realizzazione di un dizionario etimologico-fonologico online sardo-italiano/italiano-sardo in Limba Sarda Comuna (LSC) e repertorio grafematico?”, è la domanda posta dalla consigliera regionale.

Usai evidenzia come, mentre strumenti come il dizionario della lingua italiana siano immediatamente riconoscibili nella loro funzione, il concetto di dizionario della lingua sarda presenti secondo lei alcuni elementi di complessità legati alla definizione dello standard linguistico.

La LSC, infatti, è stata introdotta come norma scritta comune e non come varietà parlata specifica di una singola comunità linguistica.

Il nodo della Consulta de su sardu

Uno degli aspetti evidenziati nell’interrogazione riguarda la mancata costituzione della Consulta de su sardu, prevista dalla normativa regionale del 2018.

L’organismo avrebbe dovuto avere il compito di elaborare proposte sullo standard linguistico e ortografico e svolgere funzioni consultive nell’ambito delle politiche linguistiche regionali.

Secondo Usai, a distanza di circa otto anni dall’approvazione della legge, la Consulta non risulterebbe ancora istituita, nonostante la previsione normativa stabilisse la nomina dei componenti entro un termine definito.

Richiesta di trasparenza su affidamento e competenze

La consigliera regionale chiede inoltre chiarimenti sulle modalità di realizzazione del progetto e sul percorso tecnico-scientifico seguito.

Tra le domande rivolte alla presidente Todde figurano la richiesta di conoscere:

  • l’atto amministrativo che ha approvato il progetto;
  • le finalità specifiche dell’iniziativa;
  • i tempi previsti per la realizzazione;
  • i risultati attesi;
  • i soggetti incaricati;
  • le competenze scientifiche, linguistiche e tecniche richieste.

Un ulteriore punto riguarda le procedure adottate per l’affidamento del progetto.

Con questa interrogazione chiedo alla presidente Todde il perché non sia stata ancora costituita la Consulta de su sardu, quali operatori economici sono stati invitati alla procedura, e come si intende garantire concorrenza e trasparenza in assenza di un bando pubblico”, ha dichiarato Usai.

Il confronto con università ed esperti

L’esponente di Fratelli d’Italia chiede anche se, prima dell’approvazione e del finanziamento dell’iniziativa, siano stati acquisiti studi, pareri o valutazioni scientifiche e sociolinguistiche.

Secondo Usai, sarebbe necessario conoscere se siano state coinvolte università, comunità linguistiche, associazioni, operatori degli sportelli linguistici ed esperti del settore.

L’obiettivo della richiesta, spiega la consigliera, è ottenere elementi utili a valutare l’efficacia e la trasparenza del progetto.

Il dibattito sulla valorizzazione della lingua sarda

La realizzazione di strumenti digitali dedicati alla lingua sarda si inserisce nel più ampio percorso di tutela e promozione del patrimonio linguistico dell’Isola.

Il confronto politico riguarda ora soprattutto le modalità con cui vengono programmati e finanziati gli interventi pubblici e il coinvolgimento degli esperti nella definizione delle politiche linguistiche.

La Regione dovrà fornire le risposte richieste nell’interrogazione, chiarendo il percorso amministrativo e scientifico alla base del progetto.

Redazione

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