Il trasferimento dei primi 40 detenuti sottoposti al regime del 41 bis nel carcere di Cagliari-Uta continua ad alimentare il confronto politico in Sardegna.
I detenuti sono arrivati questa mattina all’aeroporto militare di Decimomannu a bordo di un velivolo della Guardia di Finanza, decollato dallo scalo di Pomezia, per poi essere trasferiti nella struttura penitenziaria di Uta.
L’operazione è stata accompagnata da un importante dispositivo di sicurezza, con la presenza di pattuglie di Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Guardia di Finanza lungo il percorso interessato dal trasferimento.
La difesa del Governo da parte di Deidda
Dopo le critiche arrivate dalla presidente della Regione Alessandra Todde e dal segretario regionale del Pd Silvio Lai, sulla vicenda è intervenuto il deputato sardo di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda.
Il parlamentare ha contestato le accuse rivolte al Governo, sostenendo che la realizzazione del reparto destinato ai detenuti sottoposti al regime di massima sicurezza sia frutto di decisioni assunte da precedenti esecutivi.
“Ristabiliamo la verità dei fatti e la correttezza dei documenti di fronte a una narrazione palesemente lacunosa e strumentale”, ha dichiarato Deidda.
Secondo il deputato, le critiche dell’opposizione rappresenterebbero una posizione incoerente rispetto alla storia della struttura.
La ricostruzione del reparto di Uta
Deidda ha richiamato la cronologia dei lavori del padiglione speciale di Uta.
Secondo quanto dichiarato dal parlamentare, il reparto da 92 posti destinato al 41 bis sarebbe stato completato il 7 gennaio 2021, durante il periodo in cui il ministro della Giustizia era Alfonso Bonafede.
Successivamente, sempre secondo la ricostruzione fornita da Deidda, dopo i collaudi strutturali e gli adeguamenti dei sistemi di sorveglianza, nel luglio 2025 il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria avrebbe comunicato l’attivazione del reparto alle autorità competenti.
Il deputato ha inoltre citato il piano di riorganizzazione nazionale della massima sicurezza presentato nel dicembre 2025 dal sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, che avrebbe previsto una razionalizzazione del circuito 41 bis in sette istituti dedicati.
“Il 41 bis è un presidio antimafia”
Deidda ha ribadito la posizione di Fratelli d’Italia sul regime speciale.
“Fratelli d’Italia non arretrerà mai di un millimetro sulla difesa del regime di 41-bis, che consideriamo un presidio antimafia insostituibile a tutela della sicurezza nazionale”, ha affermato.
Allo stesso tempo, il deputato ha sottolineato la necessità di accompagnare la presenza del nuovo reparto con interventi sul territorio.
Secondo Deidda, il lavoro del Governo sarà orientato anche al potenziamento degli organici e alla tutela del bilancio sanitario regionale.
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