Uta, arrivati i primi 40 detenuti 41 Bis: proteste di Regione e Pd

Il trasferimento è avvenuto da Pomezia a Decimomannu con un volo della Guardia di Finanza. Todde e Lai contestano il metodo scelto dal Governo.

Sono arrivati in Sardegna i primi 40 detenuti sottoposti al regime del 41 bis, trasferiti successivamente nella casa circondariale di Cagliari-Uta.

Il gruppo è giunto questa mattina all’aeroporto militare di Decimomannu a bordo di un velivolo della Guardia di Finanza, partito dallo scalo di Pomezia.

Il trasferimento è stato accompagnato da un articolato dispositivo di sicurezza, con la presenza di numerose pattuglie di Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Guardia di Finanza lungo il percorso verso l’istituto penitenziario.

Particolari misure di controllo sono state predisposte anche nell’area circostante il carcere di Uta.

Le critiche del Partito Democratico

Sulla vicenda è intervenuto il deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Sardegna, Silvio Lai, che ha contestato la scelta di concentrare nell’Isola una quota significativa di detenuti sottoposti al regime di massima sicurezza.

“Questo Governo continua a punire la Sardegna”, ha dichiarato Lai, sostenendo che l’Esecutivo non avrebbe dato risposte adeguate sui temi dell’insularità, dei trasporti, delle infrastrutture e delle principali vertenze economiche e sociali.

Secondo il parlamentare, quando si tratta invece di distribuire problemi e responsabilità, la Sardegna verrebbe individuata come territorio destinatario.

“Il 41 bis resta uno strumento indispensabile”

Lai ha precisato di non mettere in discussione il regime previsto per i detenuti di particolare pericolosità.

“Il 41 bis è uno strumento indispensabile nella lotta contro le mafie e nessuno intende metterlo in discussione”, ha affermato.

La contestazione riguarda invece, secondo il rappresentante del Pd, la decisione di concentrare in Sardegna una parte rilevante del circuito 41 bis senza un confronto ritenuto adeguato con i territori e la Regione.

L’intervento della presidente Todde

Anche la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha espresso contrarietà rispetto al percorso seguito dal Ministero della Giustizia.

“Con l’arrivo dei primi detenuti sottoposti al 41-bis nel carcere di Uta, il ministro Nordio porta a compimento una scelta imposta alla Sardegna, sottraendosi fino all’ultimo al confronto con la Regione”, ha dichiarato.

Todde ha ricordato di aver inviato una nuova richiesta formale al ministro lo scorso 4 agosto, chiedendo chiarimenti e documentazione sui criteri utilizzati per individuare gli istituti sardi destinati ad accogliere i detenuti.

Secondo la presidente, la Regione aveva già chiesto più volte di essere coinvolta nelle decisioni riguardanti direttamente il territorio, senza però ricevere risposte.

Una questione destinata a proseguire

L’arrivo dei primi detenuti rappresenta quindi un nuovo capitolo nel confronto politico tra istituzioni regionali e Governo nazionale.

Al centro del dibattito resta la scelta di utilizzare gli istituti penitenziari sardi per una parte del circuito del 41 bis, con la Regione che continua a chiedere un maggiore coinvolgimento nelle decisioni e una valutazione degli effetti sul territorio.

Redazione

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