La stagione degli incendi in Sardegna entra nel dibattito politico dopo i dati diffusi dal capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, che evidenziano, secondo l’esponente dell’opposizione, un peggioramento rispetto agli anni precedenti e una situazione sempre più critica per il sistema regionale antincendio.
“I dati sulla stagione degli incendi 2026 certificano un peggioramento netto rispetto al passato, e fotografano il fallimento delle politiche di prevenzione e di potenziamento del personale antincendio portate avanti dall’attuale amministrazione regionale”, ha dichiarato Truzzu, puntando l’attenzione sui numeri registrati nei primi mesi dell’anno.
Secondo quanto riportato dal consigliere regionale, dall’inizio del 2026 si contano già oltre 900 incendi nell’Isola, una cifra superiore alla media dell’ultimo decennio, pari a 778 roghi. Le superfici percorse dal fuoco avrebbero inoltre superato i 4.283 ettari, contro una media decennale di 2.652 ettari, con un incremento superiore al 60%.
Particolarmente significativo, secondo Truzzu, il dato relativo al mese di giugno, durante il quale si sarebbero verificati circa 670 incendi, mentre anche l’inizio di luglio avrebbe confermato una forte pressione sulle strutture impegnate nella lotta ai roghi.
Personale e prevenzione al centro della polemica
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, la crescita degli incendi sarebbe legata anche alle difficoltà organizzative del sistema regionale e alla carenza di personale operativo.
“I dati degli incendi di questi primi mesi dimostrano chiaramente che l’incremento non è un fatto casuale, ma la conseguenza delle scelte politiche di questa Giunta, che da anni non ascolta le richieste del personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e di Forestas”, ha affermato Truzzu.
Secondo il consigliere, la riduzione degli organici avrebbe ripercussioni sia sulla prevenzione sia sulla capacità di intervento durante le emergenze. “Affidarsi solo ai mezzi aerei è un’assurdità”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di rafforzare le squadre presenti sul territorio.
Il nodo del turn over
Tra le criticità indicate da Truzzu figura anche il ricambio generazionale del personale. Il concorso attualmente in corso per nuovi agenti del Corpo Forestale, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, non sarebbe sufficiente a compensare i pensionamenti.
“Il concorso per agenti attualmente in corso produrrà inoltre un numero di idonei del tutto insufficiente a colmare il vuoto lasciato dai pensionamenti”, ha dichiarato, evidenziando il rischio di un progressivo indebolimento degli organici.
Nel suo intervento vengono inoltre citate alcune questioni aperte da anni, tra cui il rinnovo del contratto collettivo fermo dal 2020, la riclassificazione del personale del Corpo Forestale, il riconoscimento della specificità previdenziale e la formalizzazione del ruolo del Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS).
La richiesta di interventi immediati
Truzzu ha poi sollecitato la Giunta regionale ad assumere decisioni rapide per rafforzare il sistema antincendio, chiedendo interventi già dalla prossima variazione di bilancio.
Tra le proposte avanzate figurano l’ampliamento della platea degli idonei al concorso del Corpo Forestale, nuove risorse per il turn over di Forestas e uno stanziamento di almeno 3 milioni di euro per progressioni orizzontali e riclassificazione del personale.
“La Sardegna non può permettersi un’altra stagione di incendi affrontata con un Corpo Forestale e un’agenzia Forestas privati del personale e degli strumenti necessari”, ha concluso il capogruppo, ribadendo la necessità di un cambio di passo nella gestione delle emergenze.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.