Tentano di far esplodere il bancomat: banda in fuga da Lei a mani vuote

Fallisce l’assalto notturno al Banco di Sardegna: esplosivo e smeriglio non bastano, indagini in corso nel Marghine.

carabinieri

Un colpo notturno studiato nei dettagli ma conclusosi con un nulla di fatto. È quanto accaduto alle 3 del mattino nel cuore di Lei, piccolo centro del Marghine, dove una banda di malviventi ha tentato di forzare il bancomat del Banco di Sardegna situato in pieno centro abitato.

Il primo tentativo è stato quello di far esplodere lo sportello automatico, presumibilmente utilizzando una carica rudimentale. Non ottenendo il risultato sperato, i ladri hanno quindi tentato di scardinarlo utilizzando uno smeriglio, ma senza successo. L’apparecchio, nonostante i ripetuti attacchi, ha resistito, costringendo i malviventi a desistere e fuggire senza bottino.

Nel tentativo di ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine e garantirsi la fuga, i ladri hanno posizionato una catena con chiodi a tre punte sulla carreggiata, stratagemma spesso usato per forare le gomme delle auto inseguitrici. Il gesto ha aumentato il livello di rischio anche per i residenti, trattandosi di una zona abitata e frequentata, dove l’esplosivo avrebbe potuto causare danni ben più gravi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Macomer e gli artificieri, che hanno messo in sicurezza l’area ed effettuato i rilievi del caso. Al momento, le indagini sono in corso, e gli inquirenti stanno visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e analizzando i residui dell’esplosivo utilizzato.

Non è la prima volta che il territorio del Marghine viene colpito da episodi simili: la dinamica dell’assalto fa pensare a un modus operandi ormai consolidato, con azioni rapide e coordinate, spesso condotte da bande organizzate e difficili da individuare. Le forze dell’ordine stanno ora seguendo diverse piste, anche attraverso l’analisi di eventuali movimenti sospetti nelle ore precedenti al tentativo di furto.

L’intervento tempestivo dei militari ha impedito conseguenze peggiori, ma resta alta l’allerta nei piccoli centri, sempre più spesso presi di mira per la facilità d’accesso e la minore sorveglianza notturna.

Redazione

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