Ancora una giornata rovente in Sardegna, segnata da alte temperature e dal ritorno dei grandi incendi. In poche ore, sedici roghi hanno interessato l’Isola, mettendo a dura prova il sistema regionale antincendio e impegnando centinaia di operatori sul campo.
Cinque gli incendi classificati come particolarmente complessi, tanto da richiedere il supporto della flotta aerea regionale, con elicotteri mobilitati per contenere le fiamme in aree difficili da raggiungere via terra o minacciate dalla vicinanza con abitazioni e infrastrutture.
Le zone più colpite si estendono da nord a sud dell’Isola: Olbia, Luras, Posada, Assemini e Bonorva hanno vissuto ore di tensione, tra colonne di fumo, evacuazioni precauzionali e interventi tempestivi delle squadre di emergenza. Il vento caldo e la vegetazione secca hanno reso particolarmente insidiosa la propagazione del fuoco, con continui cambi di direzione delle fiamme che hanno complicato le operazioni di spegnimento.
A Olbia si è registrato uno degli scenari più critici della giornata, con un incendio di interfaccia, ossia sviluppatosi in prossimità delle abitazioni. Le fiamme, partite nelle campagne, si sono rapidamente avvicinate a un’area residenziale, rendendo necessario un imponente dispiegamento di forze: sono intervenuti i volontari della protezione civile, i barracelli, i Vigili del Fuoco, le squadre di Fo.Re.STAS e il personale della stazione forestale locale, coadiuvati da un elicottero decollato dalla base di Anela. Solo nel primo pomeriggio, intorno alle 16, l’incendio è stato finalmente circoscritto, evitando danni a persone e case.
Situazioni simili si sono verificate anche a Luras e Posada, dove la natura impervia del territorio ha richiesto un coordinamento puntuale tra squadre a terra e mezzi aerei. Ad Assemini e Bonorva, i roghi hanno interessato zone agricole e aree collinari, distruggendo diversi ettari di macchia mediterranea.
Il sistema di contrasto agli incendi boschivi della Regione Sardegna ha reagito con prontezza, ma la giornata ha evidenziato ancora una volta la vulnerabilità dell’Isola di fronte all’aumento delle temperature e alla persistente siccità. Le condizioni meteorologiche favorevoli alla propagazione del fuoco – caldo, vento e bassa umidità – continueranno nei prossimi giorni, rendendo essenziale il massimo livello di attenzione.
Le autorità invitano i cittadini alla massima prudenza, ricordando che qualsiasi comportamento imprudente può trasformarsi in un disastro ambientale, specialmente in un territorio così esposto. Le indagini per accertare l’origine dei roghi sono in corso, ma non si escludono responsabilità dolose o colpose in alcuni casi.
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