La Sardegna si prepara alla consueta riduzione dei collegamenti aerei durante la stagione invernale. A partire dalla fine di ottobre, infatti, i voli diretti tra gli aeroporti dell’Isola e numerose destinazioni europee subiranno un forte ridimensionamento, con una contrazione stimata intorno all’80% per le rotte non comprese nella continuità territoriale.
Il calo riguarderà un periodo di circa cinque mesi, fino alla primavera successiva, creando un quadro particolarmente complesso per il settore turistico regionale. Le compagnie aeree stanno ancora definendo il programma definitivo e potrebbero essere aggiunti nuovi collegamenti, ma la disponibilità complessiva dei voli rimane comunque molto inferiore rispetto alla stagione estiva.
Olbia e Alghero soffrono maggiormente il taglio
La riduzione dei collegamenti non sarà uniforme sui tre principali aeroporti sardi. Lo scalo di Cagliari dovrebbe registrare un calo più contenuto, grazie anche al rafforzamento della presenza di alcune compagnie.
Diversa la situazione per Olbia e Alghero, dove il ridimensionamento delle rotte internazionali appare più marcato. Sullo scalo “Aga Khan” è previsto un rafforzamento di Volotea, mentre su Cagliari aumentano alcune presenze di vettori come Wizz Air ed EasyJet.
Nonostante alcune nuove opportunità, il periodo invernale continua a rappresentare una fase delicata per la connettività aerea dell’Isola.
Il peso dei costi e del carburante
A rendere più complesso lo scenario contribuiscono anche le condizioni economiche del settore. L’aumento dei costi del carburante per gli aerei, legato anche alle tensioni internazionali, incide sulle strategie delle compagnie, che valutano con attenzione la convenienza dei collegamenti nei mesi con minore domanda.
In alcuni casi, per i vettori può risultare più conveniente ridurre l’operatività degli aeromobili piuttosto che mantenere voli con pochi passeggeri e tariffe particolarmente basse.
Questa dinamica porta a una forte differenza tra il periodo estivo e quello invernale, con un’offerta molto più ampia nei mesi di maggiore affluenza turistica e una drastica riduzione nel resto dell’anno.
I numeri del turismo stagionale
I dati dell’assessorato regionale al Turismo relativi al 2025 evidenziano il forte legame tra disponibilità dei voli e andamento degli arrivi.
Nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto gli arrivi nell’Isola hanno raggiunto quasi 2,8 milioni di presenze, mentre tra aprile, maggio, settembre e ottobre si sono registrati poco più di 2 milioni di arrivi.
La stagione più difficile rimane quella invernale: nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, novembre e dicembre gli arrivi sono stati circa 374 mila.
I dati mostrano quindi una forte concentrazione dei flussi turistici nei mesi più caldi, mentre il turismo fuori stagione continua a incontrare difficoltà legate anche alla ridotta accessibilità aerea.
La diminuzione dei voli internazionali durante l’inverno rappresenta uno dei principali ostacoli per lo sviluppo di un turismo distribuito durante tutto l’anno in Sardegna, lasciando il settore fortemente dipendente dalla stagione balneare.
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