“Non è solo una vostra vertenza, è anche la nostra. Riguarda una categoria che svolge un ruolo fondamentale per la Sardegna e per tutto il Paese”. Con queste parole, il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini, ha accolto oggi i rappresentanti sindacali dei farmacisti in sciopero, in presidio sotto il palazzo del Consiglio dopo l’annuncio di Federfarma di ritirarsi dal tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale.
Comandini, che ha incontrato la delegazione insieme alla presidente della commissione Salute, Carla Fundoni, e ai capigruppo di maggioranza e opposizione, ha espresso pieno sostegno alla mobilitazione della categoria, assicurando che la Regione farà tutto il possibile per sollecitare una ripresa del confronto. “Metteremo in campo ogni azione utile per sostenere la vostra vertenza, anche con Federfarma”, ha dichiarato.
Durante l’incontro, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito l’importanza delle farmacie come punto di riferimento per la sanità territoriale, sottolineando come, negli ultimi anni, le loro competenze siano aumentate, trasformando le farmacie in presidi sanitari fondamentali per i cittadini e per l’equilibrio del sistema sanitario nazionale e regionale.
“È necessario riconoscere un adeguamento contrattuale congruo, valorizzare la professionalità dei farmacisti e garantire una migliore organizzazione del lavoro”, hanno affermato i sindacati, facendo appello alla politica per un’azione concreta a tutela della categoria.
Comandini ha poi aggiunto che, nella stessa giornata, avrebbe incontrato l’assessore regionale alla Sanità, Armando Bartolazzi, e la presidente della Regione, Alessandra Todde, per sollecitare un loro intervento diretto nella vicenda, chiedendo che venga coinvolta anche Federfarma per arrivare a una soluzione.
La mobilitazione odierna rappresenta un passaggio significativo nella vertenza che coinvolge migliaia di farmacisti in tutta Italia, e che ora trova un fronte di sostegno anche istituzionale in Sardegna. L’auspicio delle sigle sindacali è che il confronto possa riaprirsi al più presto e che si possa arrivare al riconoscimento di diritti e condizioni di lavoro adeguate a un ruolo sempre più centrale nella sanità pubblica.
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Le farmacie sono i supermercati delle case farmaceutiche. I medici, i meri esecutori dei protocolli imposti. Oramai anche i ciechi e i sordi hanno capito come funzionano i poteri forti, OMS e case farmaceutiche. Pfizer ad esempio, aveva testato le sperimentazioni di massa con conseguenti migliaia di vittime in India e in Africa, sempre loro, sempre i soliti. I farmacisti come gli altri, avrebbero dovuto manifestare assieme ai medici durante la psico-epidemia dichiarata pandemica dalle istituzioni. In realtà é un sistema che é marcio che non cura ma imbottisce la gente di medicinali, ogni 30 metri c’é una farmacia, avete notato per caso? Negli ipermercati ci sono scaffali pieni di medicamenti. Vi sembra una cosa normale? Sana e giusta?