Nel corso del convegno “L’Europa federale: una forza comune al servizio delle autonomie”, organizzato dall’associazione ex consiglieri regionali della Sardegna, il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini è intervenuto con un ampio richiamo al ruolo dell’Unione europea nel contesto geopolitico attuale. All’incontro ha partecipato anche l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, a testimonianza del rilievo del dibattito sul futuro dell’Europa e delle sue istituzioni.
L’Europa tra crisi globale e nuove sfide politiche
Nel suo intervento, Comandini ha ripercorso il significato storico dell’integrazione europea, evidenziandone il valore come spazio di pace, sicurezza e libertà di circolazione.
“Siamo cresciuti guardando all’Europa – ha detto il presidente Comandini nel suo saluto -, un’Europa che era per noi pace, sicurezza, libertà di circolazione. Negli anni quel modello è stato messo fortemente in discussione in un nuovo caotico ordine mondiale. Come anche una delle certezze che avevamo, il rapporto con gli Stati Uniti, che oggi sembra venir meno come dichiarato spesso dal presidente statunitense Trump.”
Il presidente ha quindi sottolineato come, nonostante le difficoltà del contesto internazionale, i dati confermino una fiducia ancora elevata dei cittadini europei nelle istituzioni comunitarie.
Fiducia nell’Unione e ruolo dei partiti storici
Comandini ha richiamato i risultati dell’Eurobarometro, evidenziando come la fiducia nell’Unione europea resti su livelli significativi:
“Eppure, anche in questo quadro di crisi dell’Europa degli ultimi anni, veniamo smentiti dai numeri: Eurobarometro, proprio in queste ore, ci dice che la fiducia degli europei verso l’Ue è ancora molto alta, supera il 58%, il dato più alto degli ultimi quindici anni.”
Da qui la riflessione sulla necessità di rafforzare le basi politiche del progetto europeo, individuate nei partiti tradizionali di matrice europeista.
“E questo avviene perché siamo consapevoli che non abbiamo una alternativa all’Europa, ad un continente che non deve essere solo geografico ma di unità politica, un grande continente di potenzialità e possibilità.”
Un appello al consolidamento del progetto europeo
Nel passaggio finale del suo intervento, il presidente del Consiglio regionale ha richiamato l’importanza della partecipazione politica e della difesa dei valori democratici.
“Abbiamo due punti fermi fondamentali: crediamo nell’Europa, anche in un momento di crisi, e dobbiamo pensare che l’Europa si sostiene con i cittadini ma anche con i grandi partiti della tradizione europea. Dobbiamo investire su questi, che sono i veri baluardi per arginare gli estremismi, di destra e di sinistra, che anche a livello europeo stanno crescendo. Senza quei partiti non avremo limite democratico per ricostruire quella Europa in cui tutti abbiamo creduto e crediamo”.
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