Per la prima volta in Sardegna sono stati effettuati gli impianti dei nuovi elettrocateteri direzionali destinati alla stimolazione cerebrale profonda, conosciuta con l’acronimo DBS (Deep Brain Stimulation). Il risultato è stato raggiunto all’Arnas Brotzu di Cagliari, che si conferma il riferimento regionale per questa terapia altamente specialistica rivolta ai pazienti affetti da gravi disturbi del movimento.
La nuova tecnologia è pensata per le persone che presentano patologie neurologiche complesse e che non ottengono più benefici sufficienti dai trattamenti farmacologici tradizionali. Gli interventi realizzati rappresentano quindi un importante passo avanti nell’offerta sanitaria regionale, permettendo di ampliare le possibilità terapeutiche disponibili per alcuni pazienti selezionati.
Due interventi su pazienti con patologie neurologiche complesse
Le prime procedure eseguite al Brotzu hanno riguardato due persone affette da disturbi del movimento particolarmente difficili da controllare. Nel dettaglio, uno degli interventi è stato effettuato su un paziente con distonia, mentre il secondo ha coinvolto una persona con tremore resistente ai farmaci associato alla sclerosi multipla.
La stimolazione cerebrale profonda viene utilizzata soprattutto nei casi più complessi di Parkinson, distonia e tremore, quando le terapie disponibili non riescono più a garantire un controllo adeguato dei sintomi.
L’obiettivo della DBS è intervenire sui circuiti cerebrali coinvolti nella regolazione del movimento, migliorando la qualità della vita dei pazienti e riducendo l’impatto dei disturbi neurologici.
Una tecnologia simile a un pacemaker per il cervello
Il funzionamento della stimolazione cerebrale profonda può essere paragonato, per alcuni aspetti, a quello di un pacemaker cardiaco. Attraverso un intervento neurochirurgico vengono inseriti due sottilissimi elettrodi in specifiche aree profonde del cervello responsabili del controllo motorio.
Gli elettrodi trasmettono impulsi elettrici controllati che modificano l’attività delle strutture cerebrali coinvolte nei sintomi della malattia. La versione direzionale dei nuovi dispositivi consente una maggiore precisione nella distribuzione della stimolazione, con la possibilità di indirizzare meglio il trattamento verso le zone interessate.
Questa caratteristica permette ai medici di personalizzare maggiormente la terapia, adattandola alle esigenze del singolo paziente e cercando di ottimizzare i risultati clinici.
Il ruolo del centro regionale del Brotzu
Con questi interventi, l’Arnas Brotzu rafforza il proprio ruolo come unico centro in Sardegna in grado di offrire questo tipo di trattamento e accompagnare il paziente lungo l’intero percorso assistenziale, dalla valutazione iniziale alla gestione successiva della terapia.
La possibilità di seguire tutte le fasi della cura all’interno di una struttura regionale rappresenta un elemento rilevante per i pazienti affetti da patologie neurologiche complesse, evitando il ricorso obbligato a centri specializzati fuori dall’isola.
L’introduzione degli elettrocateteri direzionali amplia dunque le opportunità terapeutiche disponibili in Sardegna e conferma l’evoluzione della neurochirurgia funzionale nel trattamento dei disturbi del movimento più resistenti alle cure convenzionali.
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