Un centinaio di alloggi di edilizia residenziale pubblica a Cagliari risultano vuoti, di risulta o murati e potranno presto tornare disponibili per nuove assegnazioni. È il risultato del monitoraggio avviato nei mesi scorsi sul patrimonio abitativo pubblico cittadino, con l’obiettivo di verificare sia lo stato delle strutture sia l’effettiva presenza degli inquilini.
Il lavoro rappresenta il primo passo della strategia messa a punto dal Comune di Cagliari, in collaborazione con i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat e con l’Agenzia Regionale per l’Edilizia Abitativa, per ridurre i tempi di accesso alle case popolari e offrire risposte più rapide alle persone che attendono regolarmente un’abitazione nelle graduatorie pubbliche.
Gli alloggi individuati non richiederebbero interventi strutturali complessi, ma principalmente opere di manutenzione minima. Una volta completati i lavori necessari, potranno essere assegnati o riassegnati secondo le procedure previste.
Diritto alla casa e legalità nello stesso percorso
Il sindaco Massimo Zedda e l’assessora Anna Puddu, delegata alle Politiche di gestione e manutenzione del patrimonio Erp, hanno sottolineato il valore della collaborazione rinnovata tra Comune e Area, enti che negli anni scorsi avevano vissuto spesso una relazione percepita come contrapposta.
Il messaggio dell’amministrazione è netto: diritto alla casa e legalità devono procedere insieme. La questione, spiegano Zedda e Puddu, è anche di giustizia verso chi attende da anni il proprio turno rispettando le regole.
In questo quadro, la lotta alle occupazioni abusive diventa parte integrante della politica abitativa. Non soltanto repressione, quindi, ma anche capacità di rimettere in circolo il patrimonio pubblico disponibile. Se le case vuote vengono recuperate e assegnate con tempi più rapidi, si riduce lo spazio dell’emergenza lasciata senza risposta.
Dai quartieri storici a Sant’Elia, la mappa degli alloggi
La mappa degli immobili destinati a tornare disponibili attraversa diverse zone della città: dal centro storico a Sant’Elia, passando per Is Mirrionis, San Michele, il Cep e Sant’Avendrace. Una geografia urbana ampia, che restituisce l’immagine di un patrimonio diffuso e finora non sempre pienamente utilizzato.
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