Coldiretti riconosce che, per rinvigorire l’allevamento sardo, non basta solo la modernizzazione e l’investimento; sono essenziali anche risorse umane e abilità specifiche. E quando queste risorse non sono disponibili a portata di mano, la soluzione può essere ricercata anche a migliaia di chilometri di distanza, come nel caso del Kirghizistan, l’ex Repubblica Sovietica Orientale.
Coldiretti Sardegna ha formalizzato un’intesa con il Ministro del Lavoro Kirghiso, inaugurando un’iniziativa innovativa dal doppio valore – professionale e comunitario.
Si prevede l’introduzione nella Regione di un gruppo di professionisti Kirghisi, con età comprese tra i 18 e i 45 anni, con esperienza nei lavori agricoli. La delegazione di Coldiretti Sardegna, presieduta da Battista Cualbu e con la partecipazione del direttore Luca Saba, di figure locali come il Sindaco di Ovodda, Ilenia Vacca, e la Vicepresidente del Distretto Rurale della Barbagia, Alessandra Morette, ha potuto concretizzare questa visione grazie al supporto della Fondazione di Sardegna.
L’obiettivo è ambizioso e, se tutto procede come previsto, si concretizzerà nel 2024, contribuendo a mitigare problemi come la desertificazione delle zone rurali, l’invecchiamento della popolazione agricola e il declino demografico di molte piccole località. Anche se un gruppo di 100 persone potrebbe non essere sufficiente a ribaltare completamente la situazione, l’inserimento di un numero maggiore, come cinquemila individui, potrebbe effettivamente fare la differenza.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.