Cagliari rafforza la propria strategia turistica con una revisione dell’imposta di soggiorno inserita nel Bilancio di Previsione 2026-2028. L’obiettivo è aumentare le entrate e sostenere eventi, cultura e promozione territoriale, con un gettito stimato di 3,1 milioni di euro e circa 700 mila euro in più ogni anno.
Le nuove tariffe entreranno in vigore dal 1° aprile 2026 e si applicheranno per un massimo di cinque giorni. Il contributo varia in base alla struttura: 5 euro per hotel a cinque stelle, 4 euro per i quattro stelle, fino a 1 euro per le strutture più economiche. Per b&b e affittacamere si parte da 2 euro, che salgono a 3 euro nei mesi estivi.
Le risorse aggiuntive saranno destinate interamente al settore turistico-culturale. La quota principale, 314 mila euro annui, finanzierà eventi e spettacoli. Altri fondi andranno a spazi per concerti, marketing territoriale e gestione di strutture culturali come il Teatro “Sergio Atzeni”. Previsti anche stanziamenti per la direzione dei musei.
La manovra ha però acceso il confronto politico. L’opposizione critica la scelta di destinare i fondi a spese considerate ordinarie, chiedendo invece più servizi concreti per turisti e cittadini, come sicurezza, info point e infrastrutture per eventi.
Nel dibattito è emersa anche la questione dei finanziamenti per l’Orto dei Cappuccini. L’amministrazione ha chiarito che non ci sono duplicazioni, spiegando che parte delle risorse deriva da accordi già esistenti e da cofinanziamenti obbligatori.
Il sindaco Massimo Zedda ha difeso la misura, sottolineando che l’imposta complessiva è più ampia rispetto a quanto indicato nella variazione e che, in futuro, potrebbe essere rivista al ribasso se le condizioni di bilancio lo permetteranno.
La città punta così sul turismo per sostenere la crescita culturale, ma resta aperto il confronto su come utilizzare al meglio le nuove entrate.
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