A Mandas è stata ufficialmente avviata la realizzazione della nuova centrale di produzione di idrogeno verde dell’Arst, destinata ad alimentare i treni della tratta Monserrato-Mandas-Isili. La cerimonia di posa della prima pietra ha segnato l’inizio di un progetto strategico per il futuro della mobilità sostenibile in Sardegna.
L’impianto, che sorgerà tra i territori di Mandas e Serri, sarà completato entro luglio 2026, con l’obiettivo di fornire energia pulita ai nuovi convogli ferroviari già acquistati da Arst. I vertici dell’azienda regionale dei trasporti, presenti all’evento inaugurale, hanno illustrato nei dettagli le caratteristiche tecniche e ambientali del progetto, evidenziando come l’infrastruttura rappresenti un passo decisivo nella transizione energetica del sistema di trasporto pubblico locale.
La centrale produrrà idrogeno da fonti rinnovabili, riducendo le emissioni di CO₂ e contribuendo alla decarbonizzazione del trasporto ferroviario. Il combustibile verde verrà utilizzato inizialmente per i treni, ma è prevista una futura estensione anche agli autobus del parco mezzi dell’Arst, ampliando così il raggio d’azione dell’intervento e rendendo più capillare l’utilizzo di energia sostenibile.
Il progetto si inserisce in un piano più ampio di investimenti infrastrutturali e ambientali che coinvolgerà anche Macomer e Alghero, dove entro la fine dell’anno saranno avviati altri due impianti per la produzione di idrogeno verde, finanziati attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). L’intervento complessivo mira a creare una rete regionale di stazioni di rifornimento ecologiche in grado di supportare lo sviluppo di una mobilità a zero emissioni in tutta la Sardegna.
L’iniziativa ha anche un forte valore simbolico per il territorio, in particolare per la zona del Sarcidano, che si candida a diventare uno dei poli d’innovazione energetica della Regione. L’insediamento del nuovo impianto tra Mandas e Serri porterà benefici anche in termini occupazionali e di rilancio economico, grazie all’indotto legato alla costruzione e alla gestione della centrale.
La mobilità sostenibile entra così in una nuova fase operativa in Sardegna, con un modello di sviluppo che coniuga tecnologie pulite, valorizzazione del territorio e miglioramento del servizio pubblico. Un cambiamento che parte dai territori interni e guarda a un futuro a basse emissioni, in linea con gli obiettivi europei e nazionali di neutralità climatica.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.