Sa Die de sa Sardigna, Todde: “Pretendere ciò che è nostro diritto”

La Presidente della Regione Sardegna celebra "Sa Die de sa Sardigna" in Consiglio Regionale: rete tra isole, energia, scuola e candidatura dell'Einstein Telescope.

In occasione della celebrazione di Sa Die de sa Sardigna, la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha pronunciato in Consiglio Regionale un intervento articolato sul tema dell’autogoverno, della cooperazione tra territori insulari e delle prospettive di sviluppo dell’Isola. Un discorso che ha intrecciato memoria storica, rivendicazioni politiche attuali e visione di futuro.

Una rete tra le isole d’Europa

Todde ha aperto il proprio intervento ringraziando i rappresentanti delle isole presenti in aula e sottolineando come la conoscenza della propria identità passi anche attraverso il confronto con altri popoli insulari. Tra gli ospiti, la Presidente ha citato Filip Reinhag, Presidente della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM), e Nanette Maupertuis, Presidente della Commissione Isole della stessa CRPM nonché Presidente dell’Assemblea di Corsica.

Da due anni la Sardegna lavora con queste organizzazioni, che riuniscono 150 territori di 24 Paesi, per ottenere a livello europeo una Strategia dedicata alle isole. La Regione, attraverso il proprio ufficio di Bruxelles, ha presentato alla Commissione Europea un position paper di 130 pagine con proposte di modifica della normativa comunitaria, pensate per quei territori che, pur non rientrando tra le regioni ultraperiferiche, necessitano di regole specifiche su trasporti, aiuti di Stato e coesione: dalla Sardegna alla Corsica, dalle Baleari a Gotland, da Aland alle isole greche.

Autonomia compressa: dal 41-bis alle basi militari

Nel cuore del suo intervento, la Presidente ha criticato come l’esercizio delle prerogative dell’autonomia speciale venga sempre più limitato. Tra gli esempi citati, l’impugnazione di importanti leggi regionali, il progetto di concentrare in Sardegna i detenuti sottoposti al regime del 41-bis e il tentativo di escludere la Regione dalle decisioni sulle basi militari presenti sul territorio, che rappresentano oltre il 60% di quelle italiane.

Todde ha però riconosciuto anche esempi virtuosi di collaborazione con il Governo Nazionale, in particolare la candidatura dell’Einstein Telescope, definito un investimento strategico per fare della Sardegna un polo internazionale di innovazione e ricerca scientifica.

“Non più chiedere, ma pretendere”

Il passaggio più netto del discorso ha riguardato il cambio di mentalità auspicato dalla Presidente: “Non più andare a chiedere, ma pretendere ciò che è un nostro diritto. Non più limitarci a lamentarci, ma iniziare a costruire, senza attendere sempre l’intervento di altri”.

In questa direzione si colloca il progetto della Società Energetica Sarda, presentato come strumento per dare alla Regione un ruolo da protagonista nella gestione dell’energia, considerata ambito strategico tanto per l’autogoverno quanto per la costruzione di scenari di pace.

Il filo storico: dalle “cinque domande” alla scuola

Todde ha richiamato le “cinque domande” che il Parlamento sardo formulò nel 1793, definite dagli storici una piattaforma moderata ma vissute come atto rivoluzionario dal sovrano sabaudo. Il rifiuto di accogliere quelle istanze portò agli eventi del 28 aprile 1794, oggi commemorati come Sa Die.

La Presidente ha replicato anche al filosofo sabaudo de Maistre, che ai tempi della Sarda Rivoluzione aveva accusato i sardi affermando che mancasse loro “il più bell’attributo dell’umanità, la perfettibilità”: una valutazione, ha osservato, smentita dalla storia.

Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della scuola: storia, lingua sarda, geografia ed economia dell’isola devono entrare nei programmi scolastici per formare nuove generazioni consapevoli. Todde ha ricordato la figura di Matteo Luigi Simon, autore del Prospetto dell’isola di Sardegna antico e moderno, primo tentativo di sussidiario sardo mai pubblicato a causa della repressione della Sarda Rivoluzione.

L’appello ai giovani

Il discorso si è chiuso con un messaggio rivolto direttamente alle nuove generazioni:

Per questo mi rivolgo a voi ragazze e ragazze. Voi siete il nodo che legherà il presente e il futuro della nostra terra. Se noi abbiamo fatto domande, voi siete la risposta! Sa Die serve anche a questo: a prendere l’impegno di lavorare tutti insieme, pur nelle nostre differenze, con tutta la determinazione possibile, perché voi giovani abbiate tutti gli strumenti, le conoscenze, i poteri per scrivere una nuova storia della Sardegna.”

Un invito a raccogliere il testimone storico per scrivere una nuova pagina della Sardegna, suggellato dal saluto finale della Presidente Todde: “Bona Die de sa Sardigna a tottus!”.

Foto e Discorso Integrale della Presidente Todde: Regione Sardegna
Redazione

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