La Corte Costituzionale rafforza il ruolo della Sardegna nella gestione del territorio e nella definizione delle strategie legate agli impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile. Con la sentenza n. 144, depositata in materia di FER, la Consulta ha riconosciuto la rilevanza delle competenze regionali nella pianificazione territoriale e nella localizzazione delle infrastrutture energetiche.
La Regione Sardegna ha accolto la pronuncia sottolineando come il provvedimento rappresenti un riconoscimento del ruolo delle autonomie regionali, in particolare per quanto riguarda la tutela del paesaggio, dell’ambiente e la programmazione dell’utilizzo del territorio.
La Sentenza, pur dichiarando l’illegittimità costituzionale della disposizione relativa alla sospensione dei procedimenti autorizzativi, stabilisce un principio ritenuto centrale dall’amministrazione regionale: il percorso verso la transizione energetica non può eliminare le competenze delle Regioni in materia di urbanistica, governo del territorio e protezione del patrimonio paesaggistico.
La pianificazione regionale al centro delle decisioni
Secondo la Regione, la decisione della Corte conferma la possibilità per gli enti regionali di partecipare alle scelte che riguardano la distribuzione degli impianti da fonti rinnovabili attraverso gli strumenti di pianificazione territoriale.
La Consulta ha riconosciuto il valore della programmazione regionale e la particolare posizione costituzionale delle autonomie speciali, confermando che le Regioni possono incidere sulla localizzazione degli impianti energetici nel rispetto delle proprie competenze.
Per la Sardegna si tratta di un passaggio considerato rilevante perché riguarda direttamente le modalità con cui vengono organizzati gli interventi sul territorio e il rapporto tra sviluppo energetico e tutela delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell’Isola.
La pronuncia chiarisce inoltre che il ruolo regionale non può tradursi in provvedimenti generali di sospensione o moratorie non compatibili con la normativa nazionale. Allo stesso tempo, però, viene confermata la possibilità di svolgere un’attività di indirizzo e pianificazione per definire l’assetto territoriale e proteggere le aree di particolare valore.
La Regione: equilibrio tra energia e tutela del territorio
L’Amministrazione regionale evidenzia come la sentenza rappresenti una conferma dell’impostazione seguita sul tema delle energie rinnovabili: accompagnare lo sviluppo degli impianti con strumenti capaci di salvaguardare ambiente, paesaggio e caratteristiche produttive locali.
“La Corte Costituzionale ha confermato che la Sardegna non è un territorio sul quale le scelte possano essere assunte prescindendo dal ruolo delle istituzioni regionali. La sentenza riconosce il ruolo della pianificazione regionale, valorizza la specialità statutaria e afferma che le Regioni possono incidere sulla localizzazione degli impianti energetici. È un principio fondamentale perché ribadisce che la transizione energetica deve procedere insieme alla tutela del paesaggio, dell’ambiente e delle comunità locali”, ha dichiarato l’Assessore Regionale dell’Industria Emanuele Cani.
Anche l’Assessore Regionale degli Enti Locali e Urbanistica Francesco Spanedda ha sottolineato l’importanza della pianificazione pubblica nelle scelte energetiche.
“La Regione aveva sostenuto con forza la necessità che le scelte energetiche fossero accompagnate da strumenti di pianificazione capaci di salvaguardare il patrimonio paesaggistico e ambientale della Sardegna. La pronuncia della Consulta conferma la centralità di questo approccio e rafforza il ruolo dell’Autonomia speciale nel governo del territorio”, ha affermato Spanedda.
Nuovi strumenti di programmazione
La Regione Sardegna ha annunciato che proseguirà il percorso per definire gli strumenti di pianificazione e programmazione previsti dalla normativa regionale, tenendo conto delle indicazioni contenute nella sentenza della Corte costituzionale.
L’obiettivo indicato dall’amministrazione è quello di governare la crescita delle energie rinnovabili attraverso un modello capace di conciliare produzione energetica, protezione ambientale, valorizzazione del paesaggio e interessi socio-economici delle comunità locali.
La decisione della Consulta viene quindi interpretata dalla Regione come un punto fermo sul principio secondo cui la transizione energetica deve svilupparsi attraverso un confronto istituzionale e una programmazione territoriale che coinvolga anche le autonomie regionali.
Foto: Regione Sardegna
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.