A Olbia torna a far discutere il fenomeno delle truffe legate agli affitti pubblicati sui social network, un problema sempre più diffuso in una zona dove la domanda di abitazioni supera di gran lunga l’offerta disponibile. Vittima dell’ultimo episodio è una donna di circa 40 anni, che ha perso 700 euro dopo aver risposto a un annuncio immobiliare risultato completamente falso.
La vicenda è iniziata su Facebook, dove la donna stava cercando da tempo un appartamento in affitto. Dopo aver pubblicato un proprio annuncio, è stata contattata da un uomo che le ha proposto una casa nel centro storico di Olbia, disponibile in tempi molto brevi. Un’offerta che, in un contesto di forte emergenza abitativa, ha immediatamente attirato la sua attenzione.
Poco dopo, la trattativa è stata trasferita su un altro contatto: una donna che si è presentata come madre del presunto proprietario, descritta come direttrice di una casa di riposo nel sud della Sardegna e titolare di diversi immobili in città. Secondo quanto raccontato dalla vittima, la sedicente locatrice avrebbe insistito più volte sulla necessità di concludere rapidamente l’accordo, sostenendo che l’appartamento fosse molto richiesto.
Nel giro di poche ore è arrivata anche una documentazione contrattuale via email, apparentemente regolare, che descriveva l’immobile e includeva dettagli come spese condominiali, parcheggio privato e condizioni dell’affitto annuale. Spinta dalla pressione e dalla paura di perdere l’occasione, la donna ha effettuato un bonifico bancario come caparra per bloccare l’alloggio. Subito dopo il pagamento, però, ogni contatto è cessato.
Con il passare delle ore, la 40enne ha iniziato a nutrire sospetti sempre più forti. Tra gli elementi ritenuti anomali, l’IBAN riconducibile a una banca estera e la successiva scoperta che si trattava di una carta virtuale non collegata a un vero proprietario immobiliare identificabile. A insospettirla ulteriormente sono state anche le immagini dell’appartamento, che non coincidevano con l’indirizzo indicato nell’annuncio.
Per verificare la situazione, la donna ha effettuato controlli autonomi sul territorio, arrivando fino alla strada indicata e parlando con diversi residenti della zona. Da questi riscontri è emerso che nessuna delle abitazioni presenti risultava in affitto, confermando così i dubbi sulla reale esistenza dell’immobile.
Quando la vittima ha chiesto chiarimenti alla presunta proprietaria, avrebbe ricevuto anche risposte minacciose, prima che ogni contatto si interrompesse definitivamente. A quel punto è scattata la denuncia per truffa e l’avvio delle procedure formali per segnalare l’accaduto alle autorità competenti.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di raggiri online legati al mercato immobiliare in Gallura, dove la scarsità di alloggi per residenti e lavoratori favorisce l’azione di soggetti che sfruttano annunci falsi e richieste di caparre anticipate. Le forze dell’ordine invitano alla massima prudenza, soprattutto quando vengono richiesti pagamenti prima della visione dell’immobile o quando i contatti avvengono esclusivamente tramite canali social.
La donna, ancora scossa dall’accaduto, ha lanciato un appello alla prudenza: evitare bonifici senza verifiche approfondite e diffidare da offerte troppo rapide o apparentemente vantaggiose rispetto al mercato.
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