La Procura di Tempio Pausania ha iscritto nel registro degli indagati la dottoressa che aveva assistito il bambino norvegese di nove anni morto in un resort di Valle dell’Erica, a Santa Teresa Gallura. L’iscrizione rappresenta un atto dovuto nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla pm Sara Martino, avviata per ricostruire ogni dettaglio della tragedia.
Il piccolo era arrivato in Sardegna con la famiglia dopo la partenza da Oslo e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aveva accusato problemi di salute già durante il viaggio. Vomito, dolori addominali e nausea avevano spinto i genitori a rivolgersi alla specialista nei giorni precedenti alla morte, avvenuta nella giornata di martedì scorso all’interno della struttura turistica.
Gli accertamenti degli inquirenti puntano ora a stabilire se le condizioni del bambino avessero già evidenziato elementi tali da rendere necessario un eventuale trasferimento in ospedale prima del peggioramento che ha portato al decesso.
La vicenda è al centro di un’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Tempio Pausania e della Stazione di Santa Teresa Gallura. Gli investigatori stanno raccogliendo informazioni sulle condizioni di salute del bambino, sulle visite effettuate e sugli interventi sanitari richiesti dalla famiglia.
Nel frattempo, a Sassari è stata eseguita l’autopsia sul corpo del piccolo. I medici legali incaricati dalla Procura dovranno individuare le cause dell’arresto cardiaco rilevato dai sanitari del 118 intervenuti nel resort. Le prime comunicazioni dei consulenti serviranno a fornire un quadro iniziale agli inquirenti, mentre gli approfondimenti proseguiranno con ulteriori esami eventualmente necessari.
Un altro aspetto che dovrà essere chiarito riguarda la tempistica degli interventi. Secondo le informazioni raccolte nell’inchiesta, la dottoressa sarebbe stata contattata nella mattinata di martedì, mentre il bambino avrebbe accusato un malore già durante la notte precedente.
L’iscrizione della professionista nel registro degli indagati consentirà anche alla specialista di partecipare agli accertamenti tecnici con le garanzie previste dalla legge. Gli investigatori dovranno verificare se vi siano state eventuali criticità nella gestione della situazione sanitaria e ricostruire con precisione le ore precedenti alla tragedia.
Al termine degli accertamenti iniziali, la salma del bambino è stata restituita ai genitori, che potranno procedere con le disposizioni per il rientro del corpo. La comunità locale e la struttura ricettiva sono rimaste profondamente colpite dall’accaduto, mentre l’inchiesta prosegue per fare piena luce sulla morte del giovane turista.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.