Il consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo ha approvato la revoca della delibera relativa al progetto di Cala Finanza, aprendo una giornata politica ad alta tensione che ha visto il confronto tra maggioranza e opposizione degenerare fino all’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di minoranza.
La seduta, tenutasi il 30 giugno, era incentrata sul futuro del progetto presentato dalla società Tavolara Bay Srl, che prevedeva la realizzazione di un beach club a cinque stelle nell’area di Cala Finanza. Una proposta che nei mesi scorsi aveva acceso il dibattito pubblico e istituzionale, fino alla decisione dell’amministrazione di tornare sui propri passi con la revoca dell’atto.
Il sindaco ha rivendicato la scelta assumendosi la responsabilità politica della decisione, respingendo al tempo stesso le accuse provenienti dalla minoranza, che ha parlato di gestione opaca e di un cambio di rotta ritenuto incoerente rispetto alle precedenti dichiarazioni.
Durante il dibattito, il consigliere di opposizione Maurizio Zirottu ha attaccato duramente l’esecutivo, definendo la revoca un “passo indietro che genera confusione nella cittadinanza” e accusando la maggioranza di aver creato aspettative poi disattese. Nel suo intervento ha contestato anche alcune dichiarazioni del sindaco, ritenute contraddittorie rispetto alla successiva decisione di revocare la delibera, parlando di una gestione “sotto traccia” dell’intera operazione.
Ancora più netto l’intervento del consigliere Elio Decandia, che ha posto l’attenzione sulle possibili conseguenze economiche del provvedimento. Secondo la sua interpretazione, la revoca potrebbe comportare obblighi di indennizzo verso la società interessata, sollevando il tema di chi debba eventualmente farsi carico dei costi. Una posizione che ha ulteriormente acceso lo scontro in aula, culminato con l’uscita dei consiglieri di opposizione.
Dalla maggioranza è arrivata una risposta dura. Il consigliere Giuseppe Maludrottu ha difeso la scelta dell’amministrazione sottolineando come la tutela del territorio prevalga su ogni valutazione economica, respingendo le critiche e giudicando eccessive le preoccupazioni sui bilanci della società coinvolta. Nel suo intervento ha ribadito che le decisioni politiche devono rispondere prima di tutto all’interesse pubblico e ambientale.
Il sindaco ha poi commentato l’abbandono dell’aula da parte della minoranza definendo il gesto prevedibile e collegandolo a una strategia di opposizione orientata, a suo dire, alla polemica politica più che alla soluzione del caso. Ha ribadito che il consiglio si trovava davanti a due sole opzioni, approvare o respingere la revoca, e che la maggioranza era pronta a portare avanti la propria posizione.
Sul piano istituzionale è intervenuta anche la Regione. L’assessore all’Urbanistica Francesco Spanedda ha chiarito che il ritiro della delibera ha soprattutto un valore politico e non modifica automaticamente l’iter amministrativo già in corso, evidenziando che alcune procedure erano state comunque già respinte dagli uffici competenti. Ha inoltre sottolineato come diversi progetti circolati nel dibattito pubblico non risultino formalmente presentati agli enti.
La presidente della Regione Alessandra Todde ha infine ribadito la posizione dell’esecutivo regionale, dichiarando la contrarietà a qualsiasi tentativo di eludere le normative paesaggistiche attraverso strumenti nazionali. La governatrice ha richiamato il ruolo del Piano Paesaggistico Regionale, confermando i pareri negativi già espressi e annunciando la prosecuzione del contenzioso davanti alla giustizia amministrativa.
La vicenda di Cala Finanza si conferma così un caso emblematico di conflitto tra sviluppo turistico, tutela ambientale e livelli istituzionali, destinato a proseguire anche nei prossimi passaggi giudiziari e politici.
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