Il piano di revisione nazionale prevede la soppressione di 22 Corti di Giustizia Tributaria di primo grado su un totale di 103 sedi attualmente attive. Tra quelle da chiudere figurano anche quelle di Nuoro e Oristano.
Con l’attuazione del provvedimento, nell’Isola resterebbero operative esclusivamente le sedi di Cagliari e Sassari. La conseguenza diretta sarebbe un accentramento delle funzioni giudiziarie tributarie nelle due principali città sarde, con un impatto significativo sull’equilibrio territoriale dei servizi pubblici.
Le Corti di giustizia tributaria rappresentano il primo livello di tutela per cittadini e per le imprese coinvolte nelle controversie con l’amministrazione finanziaria. I giudici intervengono su cartelle esattoriali, avvisi di accertamento, sanzioni fiscali e tributi locali. Possono annullare gli atti contestati, ridurre le somme richieste oppure confermare le pretese del Fisco. Il sistema si articola su due gradi di giudizio: il primo grado, competente sui ricorsi contro gli atti fiscali, e il secondo grado, chiamato a pronunciarsi sugli appelli. Al vertice resta la Corte di Cassazione, cui spetta il controllo di legittimità.
Secondo il consigliere regionale Sebastian Cocco, presidente del gruppo Uniti per Alessandra Todde, la decisione rappresenterebbe un grave arretramento della presenza dello Stato in Sardegna, penalizzando in particolare le aree interne.
La chiusura delle due Corti comporterebbe un aumento delle trasferte verso Cagliari o Sassari per partecipare alle udienze e per gli adempimenti connessi ai contenziosi fiscali, con inevitabili ripercussioni sui costi e sui tempi di gestione delle pratiche. Studi professionali e contribuenti dovrebbero affrontare spostamenti più frequenti, con un aggravio logistico ed economico.
Particolare attenzione viene posta sulla situazione di Nuoro. Il capoluogo barbaricino è l’unico in Sardegna a non essere collegato dalla rete ferroviaria nazionale, una condizione che rende più complessi e onerosi gli spostamenti verso le altre città. In questo contesto, la soppressione della sede locale della Corte di giustizia tributaria rischierebbe di accentuare le difficoltà di accesso alla giustizia per un’ampia area del centro dell’Isola..
L’appello rivolto ai parlamentari sardi punta a una revisione del piano di soppressioni da parte del Governo, con l’obiettivo di salvaguardare l’equilibrio territoriale e assicurare pari condizioni di accesso alla giustizia. Il rischio, secondo le critiche sollevate, è quello di un ulteriore indebolimento dei servizi nelle aree già caratterizzate da minori collegamenti e infrastrutture, con possibili effetti sulla coesione sociale ed economica.
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