Cagliari verso una nuova waterfront: piazza Deffenu diventa pedonale, ma è polemica

Il nuovo Puc immagina una grande piazza sul mare e una rivoluzione della viabilità, ma l’assenza del tunnel portuale riaccende dubbi e critiche sul progetto

Cagliari torna a guardare il mare. Con una rigenerazione urbana ambiziosa e profondamente trasformativa, il nuovo Piano urbanistico comunale (Puc) propone di ridisegnare il volto del centro città, puntando su vivibilità, sostenibilità e apertura verso il fronte mare. Due le aree simbolo del cambiamento: via Roma, già al centro di un importante restyling concluso nel 2024, e piazza Deffenu, prossima a diventare una grande piazza pedonale in continuità con il porto e la nuova darsena turistica.

Il progetto, definito “guida” per la rigenerazione dell’area, sarà discusso nelle prossime settimane in Consiglio comunale. Al centro, l’idea di fondo è quella di una cerniera tra la città storica e il mare, che favorisca non solo una nuova relazione urbana, ma anche una revisione radicale della viabilità, oggi congestionata da traffico veicolare e vincoli legati alla presenza portuale.

Una nuova viabilità per liberare piazza Deffenu

Il nodo centrale del piano riguarda proprio la circolazione stradale: per pedonalizzare piazza Deffenu sarà necessario bypassare il traffico proveniente da via Roma, deviandolo dietro Palazzo Tirso, con un nuovo collegamento verso viale Colombo. Secondo quanto illustrato dall’assessore all’Urbanistica Matteo Lecis Cocco Ortu, chi giungerà da via Roma (lato porto) dovrà superare la futura rotatoria davanti al palazzo Enel, accedere a viale Diaz e poi svoltare obbligatoriamente in via Pirastu, oggi chiusa da un muro e adibita a parcheggio della Polizia Locale. Quel muro verrà abbattuto e la via proseguirà fino a viale Colombo, completando il tracciato del nuovo “tirante” viario. Lo stesso percorso sarà valido in senso inverso per i veicoli provenienti da viale Colombo.

Nel complesso, l’intervento è pensato per ridisegnare l’intero asse urbano, includendo anche la riqualificazione dell’area dell’ex Cariplo e dei raccordi con il porto. Prevista inoltre la realizzazione di rotatorie in punti strategici di via Roma e dell’ingresso portuale per agevolare il flusso veicolare.

Critiche trasversali: senza tunnel, la visione resta incompiuta

Se da un lato il progetto ottiene apprezzamenti per la visione di lungo termine, non mancano critiche sulla fattibilità e sulla coerenza dell’intervento. Tra i primi a sollevare dubbi, Giuseppe Farris (CiviCa 2024), che denuncia la contraddizione tra l’obiettivo dichiarato di riaprire la città al mare e le scelte infrastrutturali adottate: la mancata realizzazione del tunnel portuale sotterraneo, sostituito dal passaggio in superficie della metropolitana leggera, rischia secondo il consigliere di compromettere l’intera pedonalizzazione del fronte mare.

Più netto Pierluigi Mannino (FdI), che definisce il piano una “rappresentazione estetica” priva di concretezza. «Disegnare piazze e palme su un rendering non basta – afferma –: camion, bus, crocieristi e pendolari non si eliminano con un tratto di matita. Senza un’infrastruttura sotterranea, l’unica pedonalizzazione possibile sarà quella delle immagini pubblicitarie».

Entrambi i consiglieri sottolineano l’importanza del tunnel portuale, previsto da un protocollo d’intesa tra Comune e Cassa Depositi e Prestiti, fondamentale per deviare il traffico pesante e liberare davvero lo spazio urbano in superficie.

Uno scenario, non un progetto esecutivo

Va precisato che quanto contenuto nel Puc è una visione strategica, non ancora tradotta in progetto esecutivo. Lo scenario tracciato, secondo l’assessore Lecis Cocco Ortu, intende aprire una riflessione sul futuro del fronte mare, partendo da interventi “semplici” e graduali, in attesa di soluzioni infrastrutturali più complesse. Il confronto in Consiglio sarà decisivo per determinare le linee guida operative e valutare modifiche, priorità e tempi di attuazione.

Redazione

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