Si ferma il mondo del trasporto merci anche in Sardegna. Anche nell’Isola camion, tir e ogni altro mezzo impegnato nella distribuzione dei beni e delle derrate alimentari, spegneranno i motori nelle prossime settimane.
La decisione è stata presa da Unatras, l’Unione delle Associazioni nazionali più rappresentative dell’autotrasporto, di cui fa parte anche Confartigianato Trasporti, che ha comunicato al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture che i mezzi rimarranno nei piazzali di sosta e nei garage, sospendendo anche tutte le attività dei servizi.
Nei prossimi giorni verranno definite le giornate e le modalità attuative del blocco che saranno stabilite nel rispetto dei tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore.
Per Unatras, “i provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale”.
Tra le richieste delle aziende al Governo, per scongiurare i devastanti effetti economici che questa drastica decisione comporta, il coordinamento UNATRAS ritiene urgente l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato; interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la
sospensione dei versamenti contributivi e fiscali; l’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali
e l’immediata compensazione dei rimborsi accise; l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.
Inoltre, per scongiurare il blocco, Unatras chiede un intervento immediato che permetta direcuperare almeno 20 centesimi per ogni litro di gasolio acquistato e la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e previdenziali, misure necessarie a garantire la sopravvivenza delle migliaia di imprese rappresentate.
Confartigianato Trasporti Sardegna ricorda come il carburante, arrivato a 2,13 euro per litro, incida per il 35% dei costi operativi che nel totale, insieme alle tasse e una numerosa serie di imposizioni, arrivano quasi al 90%. Il carburante, quindi, torna a rappresentare un fattore di instabilità strutturale per il comparto, riproponendo una dinamica che negli ultimi anni gli imprenditori dell’autotrasporto hanno già dovuto affrontare più volte.
“L’autotrasporto chiede di non essere danneggiato per questo questa decisione, drammatica ma oggettivamente necessaria, è la naturale
conseguenza dell’impossibilità di far viaggiare i camion” commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna. Che aggiunge: “Il costo del gasolio, che oggi è di 2,13 euro al litro, ha superato quella soglia psicologica, per cui conviene più star fermi che viaggiare in perdita, considerato anche che il taglio lineare delle accise non ha prodotto alcun beneficio visibile”.
Una situazione ormai insostenibile per le oltre 1.500 le imprese artigiane sarde del trasporto merci, con oltre 4mila dipendenti, che
movimentano l’80% dei beni all’interno dell’Isola che, nuovamente, vedono i ricavi ridotti ai minimi termini.
A pesare sono numeri, elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che danno la misura dell’emergenza: un mezzo pesante
percorre mediamente 120 mila chilometri l’anno, con un consumo di circa 36 mila litri di gasolio. Ogni aumento di 0,25 euro al litro
comporta un aggravio di circa 9 mila euro per camion, che diventano 90 mila euro per una flotta di dieci mezzi. Un impatto difficilmente
sostenibile per un settore la cui marginalità media resta sotto il 3% del fatturato, tanto che in molti casi il solo rincaro del carburante
è sufficiente ad azzerare gli utili.
“Quindi crediamo – conclude Meloni – sia necessario fermarsi non perché ci sia la volontà di arrecare un danno ma perché, al contrario, non è più conveniente far viaggiare i camion allo stesso tempo, quindi per non creare ulteriori danni alle proprie imprese. Quando esce un mezzo pesante da un magazzino, piuttosto che da un da un piazzale, sono migliaia e migliaia di euro che sono già stati sborsati dal
trasportatore, perché va tutto anticipato il costo del gasolio per far viaggiare il camion va anticipato e invece il i bonifici rispetto alle
fatture emesse si vedranno fra un paio di mesi”.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.