Una vicenda di presunta truffa coinvolge Graziella Podda, settantenne residente a Quartu, accusata da due sorelle di aver sottratto denaro per sedici mesi. Il giudizio immediato per il reato di “truffa” è richiesto dal giudice Luca Melis nei confronti di Podda, con alle spalle diverse condanne dal 1977 al 2015 per reati finanziari.
Il processo, iniziato da alcuni mesi, ha avuto origine dopo che una richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero, seguita da un’opposizione, ha portato il gip a sentire entrambe le parti. Le due sorelle, Giovanna e Aurelia Prasciolu, affermano di essere state truffate dall’anziana per un totale di 588 euro, accusandola di fingere di lavorare in un Caf cagliaritano.
Il contatto con Podda è avvenuto attraverso un professionista del settore tributario, al quale le sorelle si erano rivolte per assistenza nella creazione di un’azienda. Tuttavia, nel corso dei sedici mesi, le sorelle sostennero di aver subito truffe ripetute, incluse spese non motivate e promesse di finanziamenti inesistenti.
Il legale delle sorelle, Giorgio Manurritta, afferma che Podda avrebbe abusato della sua presunta professione, truffando le sue assistite. Le accuse e i presunti raggiro vengono sostenuti dalla richiesta di tre anni di carcere e una multa salata.
L’avvocato di Podda, Stefano Antonio Atzeni, respinge tali accuse come infondate e non supportate da prove. Confida nell’assoluzione della sua assistita. Il processo procede con testimonianze e prove, e la sentenza è attesa dopo ulteriori udienze.
L’iter giudiziario continuerà, permettendo ai testimoni di raccontare la loro versione dei fatti. La storia si articola tra affermazioni e difese, offrendo un quadro complesso di dichiarazioni contrastanti che sollevano domande sull’accusa e la difesa.
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