Recentemente a Maracalagonis, un anziano paziente affetto da problemi respiratori è stato vittima di un furto inaspettato. Secondo la denuncia pubblica fatta dalla figlia della vittima su un gruppo Facebook locale, dedicato alle problematiche e alle soluzioni comunitarie di Quartu e dintorni, alcuni membri del team di emergenza medica 118 sono stati accusati di aver sottratto la batteria del computer dell’anziano mentre prestavano assistenza nella sua casa.
La figlia della vittima, Simona Monni, ha utilizzato il social network per rivolgersi direttamente agli operatori coinvolti. Ha rivelato che nella stanza del padre era presente una telecamera nascosta, che ha catturato uno degli operatori, descritto come un uomo con la barba, mentre asportava la batteria del PC. Nel messaggio, ha inoltre menzionato che un altro membro del team sembrava controllare l’ingresso, forse in attesa dell’arrivo di un altro familiare.
Monni ha posto un ultimatum chiaro ai responsabili del furto: restituire l’oggetto rubato o affrontare le conseguenze legali. Ha offerto loro la possibilità di lasciare la batteria fuori dalla porta di casa per evitare ulteriori complicazioni, minacciando altrimenti di consegnare il video incriminante ai Carabinieri.
Concludendo il suo messaggio, Monni ha espresso un augurio amaro, sperando che gli operatori incontrino persone con comportamenti simili ai loro in momenti di vulnerabilità.
L’incidente ha attirato l’attenzione delle associazioni locali a Maracalagonis e nei dintorni di Cagliari. L’organizzazione Ares è intervenuta per verificare la fondatezza di queste accuse e identificare i potenziali responsabili. Questo episodio solleva interrogativi inquietanti sull’etica e la condotta professionale in situazioni di emergenza medica.
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