Ricerche in mare per i dispersi del peschereccio Luigino

Proseguono le operazioni al largo di Santa Maria Navarrese dopo il naufragio dell’11 febbraio: Guardia costiera ed elicottero impegnati nelle ricerche di Antonio Morlè ed Enrico Piras.

Il vento è calato e con il miglioramento delle condizioni meteo sono ripartite le operazioni in mare per individuare i due pescatori dispersi dopo l’affondamento del motopesca “Luigino”. Il naufragio si è verificato nella tarda mattinata di mercoledì 11 febbraio, a circa tre miglia dal porto di Santa Maria Navarrese, in un tratto di mare che nei giorni successivi è stato battuto da forti raffiche e mare agitato, rendendo estremamente complesse le attività di soccorso.

La motovedetta CP 811 della Guardia costiera è tornata in azione nelle prime ore di oggi, concentrando inizialmente le ricerche nel punto esatto in cui l’imbarcazione è colata a picco. Successivamente, le operazioni sono state estese verso una nuova area individuata dal 13° MRSC (Maritime Rescue Sub Center) di Cagliari, che sta coordinando l’intervento. Il dispositivo di ricerca coinvolge anche mezzi aerei: l’elicottero Nemo 11 è decollato dalla base di Decimomannu, sorvolando la zona per individuare eventuali tracce utili dall’alto.

Nei giorni immediatamente successivi al naufragio, le condizioni del mare avevano impedito un’azione efficace sotto costa. Raffiche improvvise e venti di caduta avevano generato vere e proprie trombe d’aria, ostacolando sia l’avvicinamento delle unità navali sia l’impiego dei velivoli. Il mare mosso non ha consentito finora il ritrovamento di elementi determinanti per localizzare i dispersi, né oggetti riconducibili all’imbarcazione.

La vicenda ha profondamente colpito la comunità dei pescatori locali. Il silenzio che si respira in laguna è stato descritto come insolito e carico di dolore.

Le operazioni di ricerca proseguono con l’obiettivo di restituire ai familiari una risposta dopo giorni di attesa e speranza. L’area interessata rimane sotto costante monitoraggio, con pattugliamenti via mare e ricognizioni aeree pianificate in base all’evoluzione delle condizioni meteorologiche. Il coordinamento tra Guardia costiera e centrale operativa di Cagliari continua a essere determinante per ottimizzare tempi e risorse.

Redazione

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