Beniamino Zuncheddu potrà attendere fuori dal carcere la nuova sentenza sulla strage di Sinnai dell’8 gennaio 1991, per la quale era stato condannato all’ergastolo. Delitto per il quale il pastore di Brunei si è sempre professato innocente.
La Corte d’appello di Roma ha accolto la richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato Mauro Trogu, in attesa della revisione del processo, sulla base delle rivelazioni fatte il 14 novembre dall’unico superstite. Dopo trent’anni ha infatti detto di aver indicato Zuncheddu come autore della strada sulla base di una foto che gli era stata mostrata dagli inquirenti, in una modalità che ora viene contestata.
Per Zuncheddu resta solo l’obbligo di dimora come misura restrittiva, in attesa della sentenza del nuovo procedimento, prevista per metà dicembre.
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