Maria de Buenos Aires: il tango di Piazzolla debutta in Sardegna

La prima assoluta in Sardegna di “Maria de Buenos Aires” porta al Teatro Carmen Melis di Cagliari la potenza e la poesia del tango di Astor Piazzolla.

Per la prima volta in Sardegna approda “Maria de Buenos Aires – Opera Tango”, capolavoro di Astor Piazzolla su libretto di Horacio Ferrer, considerato uno dei lavori più intensi e originali della musica del Novecento. La rappresentazione, in programma domenica 16 novembre alle 19:30 presso il Teatro Carmen Melis di Cagliari, segna un momento di grande rilevanza per la scena culturale isolana, portando per la prima volta nell’isola un’opera simbolo del nuevo tango argentino.

L’evento, che prevede un biglietto d’ingresso di 5 euro, vedrà la partecipazione dell’Orchestra Regionale Sarda “Franco Oppo” diretta da Giacomo Medas, insieme a un cast di interpreti e musicisti di spicco. Sul palco si esibiranno Caterina D’Angelo, Manuel Cossu e Daniel Dwerryhouse, affiancati da Agnese Ledda, Daniela Uggias, Maria George, Davide Esposito, Livio Zuncheddu e Guido Sbressa. A dare corpo e movimento alla passione del tango saranno i ballerini Chiara Ciscì e Hatem Kakish, mentre al bandoneón sarà protagonista Massimo Pitzianti, uno dei maggiori interpreti italiani di questo strumento simbolo del tango.

Composta nel 1968 e rappresentata per la prima volta al Teatro Colón di Buenos Aires, “Maria de Buenos Aires” è una tango operita — come la definì lo stesso Piazzolla — che racconta in modo surreale la storia di María, una prostituta di Buenos Aires la cui vicenda prosegue oltre la morte. Attraverso un linguaggio poetico e visionario, l’opera intreccia simbolismo religioso, riferimenti popolari e riflessioni sulla redenzione, delineando un racconto sospeso tra realtà e spiritualità.

La musica, ispirata al nuevo tango che rese Piazzolla celebre nel mondo, combina elementi classici e moderni, con un’orchestrazione intima ma ricca di sfumature. L’organico originale — comprendente chitarra, bandoneón e voce recitante — viene qui reinterpretato in una nuova veste orchestrale, mantenendo intatta la tensione emotiva e la sensualità che caratterizzano la composizione.

L’opera, dedicata alla cantante italiana Milva, si distingue per il suo tono drammatico e per la fusione tra parola, canto e danza. Ogni elemento — dalla voce recitante ai movimenti dei ballerini — contribuisce a costruire un universo teatrale dove la musica di Piazzolla diventa linguaggio dell’anima e del desiderio.

Redazione

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