41 Bis in Sardegna, M5S attacca il Governo sui trasferimenti

Il coordinatore regionale Alessandro Solinas critica le scelte su Bancali e Uta e chiede risposte su personale, sicurezza e risorse.

carcere

La questione del 41 bis nelle carceri sarde torna al centro del dibattito politico dopo l’avvio dei trasferimenti di detenuti sottoposti al regime di carcere duro verso gli istituti penitenziari di Bancali e Uta.

A intervenire è il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sardegna, Alessandro Solinas, che contesta la gestione della vicenda da parte del Governo e sostiene che le preoccupazioni espresse nei mesi scorsi siano state confermate dai nuovi sviluppi.

Per mesi il Governo ha provato a minimizzare, oggi i fatti lo smentiscono. I trasferimenti dei detenuti al 41 bis verso Bancali e Uta stanno partendo e viene confermato esattamente ciò che avevamo denunciato”, dichiara Solinas.

Le critiche al Governo

Secondo il rappresentante del Movimento 5 Stelle, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, insieme al ministro della Giustizia Carlo Nordio, avrebbe sottovalutato le conseguenze della scelta di aumentare la presenza di detenuti sottoposti al regime speciale negli istituti sardi.

Hanno preso in giro i sardi. Prima hanno rassicurato tutti, poi hanno tirato dritto senza spiegare come intendano affrontare il sovraffollamento, la carenza di personale e le ricadute sulla sicurezza degli istituti”, afferma Solinas.

Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto le condizioni delle strutture penitenziarie dell’Isola, che secondo il coordinatore regionale del M5S sarebbero già sottoposte a una forte pressione organizzativa.

Il nodo delle risorse

Solinas evidenzia la necessità di chiarire quali saranno gli interventi previsti per sostenere il sistema carcerario sardo dopo l’arrivo dei nuovi detenuti.

Ancora oggi non si conoscono numeri definitivi, risorse e interventi necessari per sostenere una scelta imposta da Roma”, sostiene il rappresentante pentastellato.

Secondo la sua analisi, il trasferimento dei detenuti al 41 bis non riguarderebbe soltanto gli istituti penitenziari interessati, ma avrebbe conseguenze anche sui territori circostanti.

Sicurezza e personale

Tra le principali criticità indicate dal Movimento 5 Stelle ci sono la carenza di agenti di polizia penitenziaria, personale sanitario e servizi dedicati all’interno delle strutture.

L’arrivo di altri detenuti al 41 bis avrà conseguenze pesanti sulle carceri sarde, già segnate dalla carenza di agenti, personale sanitario e servizi”, sottolinea Solinas.

Il coordinatore regionale chiede quindi un rafforzamento complessivo del sistema, con maggiori investimenti in termini di uomini, mezzi e infrastrutture.

La discussione sul ruolo della Sardegna nell’organizzazione penitenziaria nazionale resta dunque aperta, con il confronto politico destinato a proseguire nelle prossime settimane.

Redazione

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