Deidda (FdI) sulla criminalità in Sardegna: “Non bisogna creare stereotipi”

Il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda interviene sul tema della criminalità in Sardegna, rispondendo alle dichiarazioni dello scrittore Roberto Saviano.

Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, ha commentato le dichiarazioni di Roberto Saviano, il quale aveva parlato della criminalità in Sardegna, mettendo in evidenza fenomeni criminali in diverse città dell’isola. Deidda ha espresso il suo parere riguardo alla gestione delle notizie sulla criminalità e l’importanza di evitare generalizzazioni che possano alimentare pregiudizi.

La critica alla gestione della cronaca

Deidda, pur riconoscendo la realtà dei fenomeni criminali in Sardegna, ha sottolineato che non è corretto, nei resoconti giornalistici, mettere in evidenza la nazionalità dei criminali coinvolti in fatti delittuosi. Il deputato ha citato la Carta di Roma, un accordo proposto dai giornalisti italiani, che stabilisce che è sbagliato, nei resoconti di cronaca, riportare la nazionalità di immigrati protagonisti di crimini, in quanto ciò potrebbe alimentare stereotipi e pregiudizi nei confronti di interi gruppi etnici.

L’importanza di non alimentare stereotipi locali

Nel suo discorso, Deidda ha fatto riferimento alla situazione specifica di alcune città sarde, come Desulo, Sassari, Cagliari, Olbia e Nuoro, sottolineando come non sia giusto etichettare intere comunità locali come se fossero colpevoli o coinvolte in fenomeni criminali. In particolare, ha criticato la tendenza a fare riferimento a Desulo, una piccola cittadina della Sardegna, come se fosse la sede di una sorta di “scuola di criminalità” per i rapinatori di portavalori. Deidda ha ribadito che non esiste omertà a Desulo o in altre località sarde, ed è fondamentale evitare di generalizzare e accusare ingiustamente intere popolazioni.

Un richiamo alla responsabilità nel raccontare i fatti

Il deputato ha concluso il suo intervento ricordando che la narrazione dei crimini, se non trattata con attenzione, può scatenare conflitti sociali e compromettere l’armonia sociale. La responsabilità dei media è, dunque, quella di raccontare i fatti senza alimentare preconcetti o stereotipi, ed evitando che la criminalità venga usata come strumento di divisione.

Redazione

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