Riorganizzazione scolastica in Sardegna: la Regione sfida il Governo e riduce gli accorpamenti

Delibera regionale contro il dimensionamento imposto dal Ministero: tagli ridotti da 9 a 6 autonomie scolastiche, investimenti da 2,5 milioni di euro per i Comuni coinvolti.

La Regione Sardegna si oppone con decisione al piano di dimensionamento scolastico nazionale imposto dal decreto ministeriale n.127 del 2023. La Giunta regionale, guidata dalla presidente Alessandra Todde, ha approvato una delibera che definisce un piano alternativo basato su dati reali e non sulle stime ministeriali, con l’obiettivo di tutelare l’autonomia scolastica isolana e garantire servizi adeguati a studenti, famiglie e comunità locali.

I punti principali della delibera regionale

La Giunta sarda ha scelto una strategia che riduce gli accorpamenti previsti dal Ministero da 9 a 6, sostenendo:

  1. Accorpamenti limitati e mirati: Gli interventi riguardano esclusivamente istituti del primo ciclo d’istruzione dello stesso Comune o di Comuni vicini, con un numero massimo di 1300 studenti per istituto. Non sono previsti accorpamenti per gli istituti del secondo ciclo, per evitare ulteriori problemi in territori con alta dispersione scolastica.
  2. Nessuna chiusura di plessi scolastici: La riorganizzazione riguarda solo la parte amministrativa e non comporta disagi per studenti o famiglie.
  3. Fondi per i Comuni coinvolti: Stanziati 2,5 milioni di euro per supportare attività scolastiche, trasporti, mense gratuite, premi studio e iniziative sportive e culturali.
  4. Azioni legali e normative: La Regione si prepara a sostenere ricorsi, come già fatto da Campania e Toscana, e a spingere per emendamenti alla Legge “Milleproroghe” per ottenere una deroga sul dimensionamento.
  5. Valorizzazione delle competenze regionali: Un disegno di legge regionale mira a riaffermare il principio costituzionale di insularità e a riconoscere specificità locali nell’organizzazione scolastica.

La risposta ai dati ministeriali

Secondo il Ministero, gli accorpamenti sarebbero stati necessari per bilanciare il rapporto studenti-istituto, basandosi su stime della popolazione scolastica che in Sardegna si sono rivelate sottostimate di circa 3000 unità. La Regione ha scelto di basarsi su numeri reali, evidenziando che il piano ministeriale non tiene conto delle peculiarità territoriali e demografiche dell’isola.

Gli accorpamenti decisi dalla Regione

Gli interventi approvati riguardano:

  • Cagliari: Accorpamento tra l’Istituto Ugo Foscolo e l’Istituto Via Stoccolma.
  • Gallura: Unione tra l’Istituto Comprensivo di Aggius e quello di Tempio.
  • Logudoro: Fusione tra Thiesi e Pozzomaggiore.
  • Barbagia: Accorpamento di Orgosolo con Oliena.
  • Sulcis: Teulada con Santadi.
  • Ogliastra: Unificazione dei due istituti comprensivi di Tortolì.

Un messaggio forte al Governo

L’assessora regionale dell’Istruzione ha dichiarato che la Sardegna non è disposta a sacrificare l’istruzione per mere logiche di risparmio. “Investiamo sulla scuola perché è la base dello sviluppo sociale ed economico della nostra terra,” ha ribadito la Giunta.

Redazione

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