Acqua torbida, schiuma e frammenti di fazzoletti galleggianti hanno acceso la protesta dei bagnanti a Cagliari. Dalla prima fino almeno alla quarta fermata del Poetto, numerosi frequentatori della spiaggia hanno lamentato un odore nauseante, che in molti associano a scarichi fognari. Secondo le testimonianze, la causa potrebbe essere legata alle imbarcazioni ormeggiate al largo che, complice il vento di scirocco, avrebbero spinto verso riva sostanze inquinanti.
Il problema, segnalato da tempo, non riguarda solo il capoluogo sardo. Episodi simili si sono verificati di recente a Tuerredda, dove un video diffuso da un influencer ha mostrato scarti organici galleggianti trasportati fino alla spiaggia dal moto ondoso, suscitando un’ondata di indignazione.
A rafforzare i dubbi sulla qualità delle acque cagliaritane è l’ordinanza firmata dal sindaco Massimo Zedda a inizio luglio, che ha imposto il divieto temporaneo di balneazione in alcune aree per valori microbiologici non conformi. Una misura che, per alcuni cittadini, rappresenta un campanello d’allarme. «Niente bagno oggi, non mi fido» ha scritto un residente sui social, descrivendo un odore «simile a quello di fogna».
Le autorità locali ricordano che, in presenza di sostanze sospette o anomalie, è fondamentale segnalare immediatamente l’episodio a Guardia Costiera o Arpas per facilitare i controlli e individuare gli eventuali responsabili. Un passaggio cruciale per tutelare la salute pubblica e l’immagine turistica delle spiagge cittadine.
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