Stop al parco fotovoltaico a Sant’Elia: escluso il colle dal bando Energia 5.0

Il Ministero della Difesa esclude 37 ettari di terreni militari a Cagliari dalla gara per gli impianti solari. Crescono le tensioni istituzionali

Il colle di Sant’Ignazio a Cagliari non ospiterà alcun parco fotovoltaico. Lo ha confermato in aula il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, leggendo una lettera ufficiale firmata dal Ministro della Difesa Guido Crosetto. Nel documento si specifica che i 37 ettari di terreno militare situati nel colle di Sant’Elia saranno esclusi dal disciplinare di gara previsto dal bando “Energia 5.0”, l’iniziativa dell’Agenzia Difesa Servizi dedicata allo sviluppo di impianti a energia solare in aree militari dismesse.

Comandini ha precisato di aver sollecitato l’intervento ministeriale lo scorso 2 luglio, con una lettera in cui si ribadiva l’importanza di restituire quei terreni alla comunità sarda. Una posizione che si fonda sull’accordo Stato-Regione siglato nel 2008, che prevede la riconversione di diverse aree militari non operative a favore di utilizzi civili.

“Quei terreni devono tornare nella disponibilità dei sardi”, ha sottolineato Comandini, rimarcando il valore simbolico e strategico dell’area, un promontorio tra i più iconici del capoluogo sardo, situato a ridosso del mare e confinante con zone residenziali e di interesse storico-naturalistico.

La decisione del Ministero rappresenta una svolta nella gestione del progetto “Energia 5.0”, che aveva sollevato preoccupazioni diffuse per l’impatto ambientale e paesaggistico degli impianti previsti. La possibile installazione di pannelli fotovoltaici sul colle aveva generato un ampio dibattito pubblico, innescato anche dall’intervento dell’ex parlamentare Mauro Pili, tra i primi a denunciare pubblicamente l’inserimento dell’area nel piano.

Nessuna reazione ufficiale è arrivata finora dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, che era intervenuta sulla questione in precedenza, ma che al momento non avrebbe ricevuto alcuna comunicazione formale in merito alla decisione ministeriale. Un silenzio che rischia di innescare nuove tensioni istituzionali tra l’amministrazione regionale e il governo nazionale, già contrapposti su diversi dossier legati al controllo e all’uso del territorio sardo.

La vicenda riporta al centro l’annosa questione della smilitarizzazione e della restituzione delle aree militari in Sardegna, un tema particolarmente sentito dalla popolazione e oggetto di numerose rivendicazioni politiche e sociali. L’esclusione del colle Sant’Ignazio potrebbe ora rappresentare un precedente importante per la gestione futura di altri spazi analoghi.

Redazione

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